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Gianliborio Mazzola è autore di numerose pubblicazioni sul regionalismo in Italia ed in tema di finanza pubblica con particolare riferimento al federalismo fiscale.

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Riforma del premierato: situazione attuale esame

Riforma del premierato: situazione attuale dell’esame
di Gianliborio Mazzola*
17 Dicembre 2024
 
 
1. Introduzione
 
Il Presidente del Consiglio dei Ministri (Meloni) ed il Ministro per le riforme istituzionali (Casellati) hanno presentato il 15 Novembre 2023 il disegno di legge n. 935 riguardante modifiche degli articoli 59, 88, 92 e 94 della Costituzione per l’elezione diretta del Presidente del Consiglio dei Ministri ed il rafforzamento della stabilità del Governo1.
Nella prima stesura approvata dal Senato il 18 Giugno 2024 il testo ha apportato modifiche agli articoli 57, 59, 83, 88, 89, 92 e 94 della Costituzione.
La norma più importante (articolo 5) prevede modifiche all’articolo 92 della Costituzione:
Il Presidente del Consiglio (ovvero Premier) “è eletto a suffragio diretto ed universale per la durata di cinque anni, per non più di due legislature consecutive…” (secondo comma). Le votazioni per l’elezione del Presidente del Consiglio e delle due Camere avvengono contestualmente (secondo comma).
* Già Segretario Generale dell’Assemblea Regionale Siciliana.
1 Cfr. disegno di legge n. 935 “Modifiche agli articoli 59, 88, 92 e 94 della Costituzione per l’elezione diretta del Presidente del Consiglio dei Ministri, il rafforzamento della stabilità del Governo e l’abolizione della nomina dei senatori a vita da parte del Presidente della Repubblica” presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri (Meloni) e dal Ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa (Alberti Casellati).
 
La legge nazionale disciplinerà il sistema elettorale delle Camere secondo i principi di rappresentatività e di rispetto delle minoranze linguistiche (terzo comma).
La legge disciplina il sistema per l’elezione delle Camere e del Presidente del Consiglio, assegnando un premio su base nazionale (si prevedeva il 55%) che garantisca una maggioranza dei seggi in ciascuna delle due Camere alle liste e ai candidati collegati al Presidente del Consiglio dei Ministri (terzo comma).
Il Presidente della Repubblica conferisce al Presidente del Consiglio dei Ministri eletto l’incarico di formare il Governo; nomina e revoca, su proposta del Presidente del Consiglio, i Ministri (quinto comma).
Ci si è soffermati espressamente su questo articolo del disegno di legge costituzionale perché il Governo ha dichiarato di volere “puntare” sulla stabilità e sulla governabilità mentre l’attuale testo della Costituzione privilegia la rappresentatività delle decisioni2.
A giudizio del Presidente del Consiglio Meloni, sarebbe questo il motivo per cui dall’entrata in vigore della Costituzione si sono succeduti diversi Presidenti del Consiglio con i relativi esecutivi.
Sostanzialmente la proposta costituzionale in esame vorrebbe a livello nazionale riproporre la figura del Governatore così come esiste per i Governatori delle Regioni: si istituirebbe il Governatore d’Italia. Si prevederebbe l’elezione del Presidente del Consiglio con modalità assai simili a quelle attuali per l’elezione dei Presidenti di Regione.
Con la proposta dell’elezione diretta del Presidente del Consiglio si prevederebbe una modifica costituzionale riguardante la forma di Governo dello Stato italiano a differenza di quella molto più ridotta e meno impegnativa concernente i governi territoriali (Regioni, Provincie o Comuni).
I fautori della proposta in esame sostengono altresì che con l’elezione diretta del Premier i cittadini sceglierebbero direttamente chi li governerà per i successivi cinque anni; secondo i presentatori della riforma costituzionale si restituirebbe ai cittadini il diritto di scelta anziché lasciare le decisioni alla mediazione dei partiti all’interno del Parlamento3.
La modifica costituzionale, secondo i promotori, sarebbe necessaria essendo attualmente i poteri del Presidente del Consiglio limitati; i “continui ostacoli” non permetterebbero ai Governi, ma soprattutto ai Presidenti del Consiglio, di realizzare il programma elettorale votato dalla maggioranza degli elettori.
2 Sul tema: A. LUCARELLI: Premierato e Riforme Costituzionali: Il mito della governabilità, in Rivista Associazione Italiana dei Costituzionalisti AIC, n.4/2023; A. D’ATENA: Metodo e merito delle riforme costituzionali, in Rivista dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti. AIC, lettera n. 9/ 2024.
3 Appare opportuno superare questa contrapposizione fra cittadini e partiti perché in un sistema democratico non si può “richiamare frequentemente” tale contrasto, soprattutto dal vertice delle istituzioni italiane. Tale contrapposizione produce soltanto disaffezione al voto, qualunquismo e soprattutto populismo con la richiesta conseguente dell’uomo o della donna “forte” al fine di risolvere le questioni politiche, sociali ed economiche quasi sempre “irrisolvibili” da una sola persona.
 
Ad un esame approfondito, e soprattutto dopo l’esperienza di questi ultimi anni, non sembra che il sistema dell’elezione diretta dei Presidenti della Regione abbia dato i frutti sperati (introdotto con la legge costituzionale n.1/1999) in tema di governabilità e partecipazione dei cittadini alla risoluzione dei problemi delle diverse realtà regionali.
Ne è una conferma l’elevato grado di astensione nelle recenti competizioni regionali; in alcune Regioni i Governatori sono stati eletti con meno del 50% degli aventi diritto (ne sono stati esempi le recenti elezioni dei Governatori della Liguria e dell’Emilia Romagna!); quando si è superata tale soglia i livelli di partecipazione al voto sono stati di poco superiori a tale livello minimo!( Esempio Sardegna, Umbria)
D’altronde il gradimento dei Governatori è fra i più bassi delle diverse figure istituzionali del Paese!
Con l’elezione diretta dei Governatori non si è realizzata peraltro una semplificazione dei partiti presenti nell’ambito regionale. Basta esaminare il numero delle liste di sostegno dei candidati Presidente della Regione, a cui si aggiungono spesso le liste personali dei medesimi candidati Presidente; in qualche caso queste ultime hanno superato il 20% dei votanti!
Tali coalizioni nel corso delle legislature regionali o degli enti locali spesso si “scompongono e ricompongono” secondo i diversi interessi degli eletti non sempre “chiari e politicamente fondati”4.
L’elezione diretta dei Governatori regionali ha ridotto notevolmente il ruolo delle Assemblee e dei Consigli regionali. Gli organismi legislativi e consiliari in genere spesso si limitano principalmente all’approvazione dei documenti finanziari. Gli esecutivi regionali agiscono autonomamente rispetto alle Assemblee legislative ed agli organismi consiliari, avendo i Governatori “presumibilmente” un rapporto diretto con gli elettori in termini di comunicazione politica.
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Regioni e Autonomia differenziata: le nuove proposte

Regioni e Autonomia differenziata: le nuove proposte

Abbiamo il piacere di presentarvi l'ultimo lavoro pubblicato nella rivista Amministrazione in Cammino il 9 Luglio 2023 con un notevole rilievo nazionale anche per la prestigiosità della rivista.

Il testo si intitola: Le Regioni e le nuove proposte. Si intendono esaminare i più recenti testi legislativi in tema di Autonomia Differenziata: in particolare i disegni di legge Boccia, Gelmini e Calderoli. 

Ci si augura un'attenta ed interessata lettura.

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Autonomia differenziata: storia e nuove prospettive

Autonomia differenziata: storia e nuove prospettive

Con grande piacere vi presentiamo l'ultimo articolo di Gianliborio Mazzola in tema di Autonomia Differenziata pubblicato sulla rivista Amministrazione in Cammino del Centro di ricerca sulle amministrazioni pubbliche "Vittorio Bachelet".
Con quest'ultima fatica l'autore ha inteso ripercorrere la storia dei tentativi per l'attuazione dell'articolo 116 terzo comma della Costituzione e per le regioni ordinarie prevede la possibilità della concessione dell'Autonomia Differenziata.
Nella seconda parte però ci si sofferma nell'illustrazione del disegno di Legge Boccia il cui esame è stato sospeso per l'arrivo del Covid-19.
Sarà un tema all'ordine del giorno del prossimo dibattito politico-istituzionale italiano superata l'emergenza sanitaria del Coronavirus.

Sommario: 1. Storia del testo costituzionale in tema di Autonomia differenziata (articolo 116 terzo comma). – 2. Regioni ad autonomia differenziata e Regioni a Statuto Speciale. – 3. Chiarimenti sulle previsioni dell'articolo 116 – terzo comma della Costituzione. – 4. Storia dei tentativi di applicazione dell'articolo 116 – terzo comma. – 5. L'autonomia regionale e la riforma costituzionale Renzi-Boschi. – 6. I referendum e le richieste delle Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Pre-accordi con il Governo Gentiloni. – 7. Gli sviluppi nel corso dell'attuale legislatura nazionale (XVIII) delle richieste di Autonomia differenziata e la fase delle pre-intese. – 8. Alcuni limiti normativi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione: premesse del disegno di legge Boccia. – 9. Il disegno di legge Boccia: possibili obiettivi. – 10. Il disegno di legge Boccia: contenuti (provvisori). – 11. L'esame del testo legislativo di approvazione delle Intese da parte delle Camere. – 12. Conclusioni. ...leggi tutto l'articolo »

Prime note sul ruolo delle Regioni nella riforma costituzionale

Prime note sul ruolo delle Regioni nella riforma costituzionale

Conclusioni dei gruppi di lavoro sulle riforme istituzionali - Principali proposte del Comitato dei 35 in tema di superamento del Bicameralismo paritario - Principali proposte della Commissione dei 35 in tema di procedimento legislativo - Principali proposte della Commissione dei 35 in materia di rapporti Stato-Regioni. Modifiche al Titolo V - Riparto delle competenze legislative - Autonomia amministrativa - Autonomia finanziaria - Testo approvato dalla Camera e dal Senato in prima lettura - Il nuovo Senato e le modifiche al procedimento legislativo - Composizione del Parlamento - Procedimento legislativo - Procedimento legislativo bicamerale (articolo 70- primo comma) - Procedimento legislativo monocamerale (articolo 70 - 2° e 3°comma) - Procedimento legislativo monocamerale con ruolo rinforzato del Senato - Esame di disegni di legge con voto a data certa - Decretazione d'urgenza (modifiche agli articoli 76 e 77 Cost.) - Rapporto di fiducia - Revisione del Titolo V - Clausola di supremazia - Potestà regolamentare (modifiche al sesto comma dell'articolo 117) - Funzioni amministrative (modifiche all'articolo 118 Cost.) - Autonomia finanziaria degli enti territoriali (modifiche all'art. 119 Cost.) – Osservazioni - La situazione - Luci ed ombre della riforma costituzionale in tema di nuovo Senato e di riforma del Titolo V – Conclusioni - Bibliografia.

ABSTRACT.
L'articolo, dopo aver esaminato le motivazioni della riforma del Titolo V del 2001, si sofferma sulle recenti scelte legislative nazionali che, dettate dalla crisi economica, hanno ridimensionato le innovazioni contenute nel medesimo Titolo V, facendo riemergere una visione "neo-centralista" nei rapporti fra lo Stato e le Regioni. Si esaminano le conclusioni del gruppo di lavoro istituito dal Presidente della Repubblica Napolitano e soprattutto le considerazioni finali della Commissione per le riforme costituzionali nominata dal Presidente del Consiglio, Enrico Letta, in tema di superamento del Bicameralismo paritario, di modifiche al procedimento legislativo, di riparto delle competenze legislative fra Stato e Regioni. Successivamente l'articolo si sofferma sulle proposte del testo costituzionale Renzi – Boschi nella formulazione attualmente in discussione. In particolare si analizzano le norme sul Bicameralismo differenziato con particolare attenzione al nuovo Senato sia per quanto concerne la composizione sia per quanto attiene le competenze.
Per quanto riguarda la revisione del Titolo V si esaminano le modifiche proposte in tema di competenze legislative e amministrative dello Stato e delle Regioni e di autonomia finanziaria delle Regioni. Infine l'autore esprime alcune personali osservazioni sul testo costituzionale esitato dalle Camere in prima lettura relativamente al nuovo Senato ed alla riforma del Titolo V. ...leggi tutto l'articolo »

L'evoluzione del Sistema delle Conferenze

di Matilde Castiello e Gianliborio Mazzola

Parte I - Il Sistema delle Conferenze nel raccordo tra Stato e Regioni. 1. Introduzione. Il metodo delle Conferenze nel dialogo tra Stato e Regioni; 2. L'organizzazione e il funzionamento delle Conferenze: la funzione di composizione degli interessi 3. L'attività delle Conferenze e la valenza politica del raccordo.
Parte II - Una vicenda emblematica. 4. Linee guida della Conferenza Stato-Regioni per la concessione di contributi ai Gruppi consiliari ai sensi del decreto-legge n. 174/2012, convertito nella legge n. 213/2012; 5. Nuovo ruolo assunto dalla Conferenza Stato-Regioni. ...leggi tutto l'articolo »

Il possibile superamento del Bicameralismo paritario

1. Gruppo di lavoro sulle riforme istituzionali istituito il 30 Marzo 2013 dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e Commissione per le riforme istituzionali nominata dal Presidente Enrico Letta l'11 Giugno 2013. - 2. Bicameralismo paritario e Bicameralismo differenziato. - 3. Composizione e modalità di elezione del Senato delle Autonomie. - 4. Funzioni legislative della Camera dei Deputati e del Senato delle Autonomie. - 5. Competenze del Senato delle Autonomie. - 6.Conclusioni. ...leggi tutto l'articolo »

Le Regioni fra riforme costituzionali, crisi finanziarie e federalismo

1. Introduzione. – 2. Titolo V: la storia alla Costituente. – 3. L'attuazione delle Regioni. – 4. Le novità del nuovo Titolo V. – 5. La Corte costituzionale ed il nuovo Titolo V. – 6. La riforma del Titolo V ed i recenti provvedimenti finanziari. – 7. Le emergenze economiche e l'attuazione del Titolo V. – 8. Il coordinamento della finanza pubblica e la giurisprudenza costituzionale. – 9. Conclusioni. ...leggi tutto l'articolo »

Esperienze di "fuga dalla legge" tratte dall'ultima legislatura nazionale e regionale*

1. Introduzione. - 2. La produzione legislativa nazionale. - 3. Il decreto-legge. - 4. La questione di fiducia. - 5. La delega legislativa. - 6. La delegificazione e i decreti di natura non regolamentare. - 7. Le ordinanze di protezione civile. - 8. La potestà legislativa regionale. - 9. La potestà legislativa regionale. - 9.1. La legislazione regionale nel 2010. - 10. La potestà regolamentare. - 10.1. La potestà regolamentare nel 2010. - 11. Considerazioni sulla potestà normativa delle Regioni ...leggi tutto l'articolo »

Bilancio e tendenze delll'ultima legislatura regionale*

Sommario: 1. La potestà legislativa. – 2. La potestà regolamentare. – 3. L'attività dei Consigli regionali nella VII Legislatura. - 4. L'attività "non normativa" dei Consigli regionali. - 5. Alcune riflessioni conclusive sull'attività dei Consigli nella VIII Legislatura. ...leggi tutto l'articolo »

Le prospettive della funzione di controllo nei Consigli regionali

1. La forma di governo negli Statuti regionali. - 2. Strumenti di carattere generale di controllo da parte dei Consigli regionali. - 2.1. Presentazione del programma di Governo. - 2.2. Verifica del programma. - 2.3. La funzione di controllo nell' attività dei Consigli regionali. - 2.4. La funzione di controllo negli Statuti e nei Regolamenti. - 2.5. Attività ispettiva. - 2.6. La funzione di controllo delle Commissioni consiliari. - 2.7. Pareri delle Commissioni consiliari. - 3. Le nuove prospettive della funzione di controllo nei Consigli regionali. - 4. Nuova definizione del controllo parlamentare. - 5. Il controllo preventivo sulla fattibilità delle leggi e sull'efficacia delle politiche pubbliche. - 6. Controllo sull'attuazione delle leggi e valutazione degli effetti delle politiche regionali. - 7. Utilizzazione dei rapporti di valutazione. ...leggi tutto l'articolo »

I gruppi consiliari regionali: realtà e prospettive*

1. Situazione Generale - 2. Rapporto tra partiti e gruppi - 3. Normative elettorali e formazione dei gruppi - 4. Situazione attuale dei Gruppi consiliari - 5. Gruppi individuali – 6 Gruppo misto - 7. Organizzazione dei gruppi - 8. Situazione siciliana ...leggi tutto l'articolo »

Il ruolo delle Assemblee Elettive nella forma di governo regionale *

1. La forma di governo regionale - 2. Le modifiche "a Costituzione invariata" - 3. I nuovi statuti regionali - 4. Gli strumenti adottati dagli Statuti regionali per riequilibrare i poteri fra il Consiglio e la Giunta. 4.1. Il programma di Governo - 4.2. La verifica del programma - 4.3. La mozione di sfiducia (art. 126 - 2° e 3° comma Cost.) - 4.4. La questione di fiducia - 5. La funzione di controllo - 6. L'organizzazione interna del Consiglio - 7. I ruoli delle maggioranze e delle opposizioni nei consigli regionali. - 8. Prospettive di sviluppo dei consigli regionali - 8.1. Il ruolo del Presidente del Consiglio regionale - 8.2. La programmazione dei lavori. - 8.3. Le commissioni consiliari - 8.4. I gruppi consiliari - 8.5. L'autonomia organizzativa e finanziaria - 9. Una vicenda emblematica - 10. Considerazioni conclusive ...leggi tutto l'articolo »