Gianliborio Mazzola

  Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Palermo con 110 e lode con una tesi in diritto penale;
  Vincitore di concorso pubblico

a 5 posti di referendario parlamentare presso l'Assemblea Regionale Siciliana ed immesso in ruolo il 1 Settembre 1976;
  Funzionario Parlamentare
presso l'Assemblea Regionale Siciliana
- Nel periodo 1976-1993 svolge attività all'interno dell'Assemblea Regionale Siciliana quali Segretario della Commissione Agricoltura e foreste, Capo ufficio della segreteria del Vice-Presidente dell'Assemblea On. P. Damigella, Segretario della Commissione Bilancio e Programmazione, Capo di Gabinetto del Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, On. A. Capitummino fino a fine legislatura;
- Dal 1 Settembre 1995 preposto alla Direzione delle Commissioni Legislative. Per la fine legislatura (1995 / 1996) svolge contemporaneamente le funzioni di Capo di Gabinetto e di Direttore del Servizio delle Commissioni legislative;
- Dal 18 Luglio 1996 Direttore del Servizio Documentazione congiuntamente al ruolo di Direttore del Servizio di Segreteria;
- Dal 2 Settembre 1998 è esclusivamente preposto alla Direzione del Servizio di Segreteria;
- Dal 1 Aprile 2003 Direttore con incarico speciale "Bilancio, Fondi comunitari ed extraregionali"
- Dal 20 Dicembre 2003 fino al 2006 è stato Segretario Generale dell'Assemblea Regionale Siciliana;
  Attualmente Docente Masters presso Università La Sapienza di Roma (Master di II livello in Istituzioni parlamentari "Mario Galizia" per Consulenti d'Assemblea) , Università Luiss di Roma, Istituto di Studi Parlamentari Tosi di Firenze.
   Consulente Sindaco di Palermo per la revisione e l'aggiornamento del Regolamento Consiliare e dello Statuto del Comune
   Collaboratore del quotidiano nazionale La Repubblica edizione Palermo
  Coordinatore delle Tavole Rotonde
- "Le autonomie territoriali di fronte al processo di integrazione europea e alla riforma costituzionale" Venerdì 8 luglio 2016, ore 9,30 - Sala Piersanti Mattarella, Palazzo Reale di Palermo
- "Parlamenti sub-statali nella dimensione nazionale ed europea PRIN 2010-2011 Parlamenti nazionali ed Unione europea nella governance multilivello" Roma, giovedì 5 marzo 2015 ore 9,00 - Camera dei Deputati - Aula del Palazzo dei gruppi parlamentari, Via di Campo Marzio, n. 74

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Aggiornamenti sito

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Con grande piacere comunichiamo che in questi giorni sono state superate le 10.000 consultazioni del sito.

Un tale risultato non avremmo mai immaginato di raggiungerlo!!

Si è cercato di aggiornare continuamente il sito

L’emeroteca è composta da oltre 30.000 articoli ; si sta completando la pubblicazione dei testi del 2025 ( siamo al Dicembre 2025)

Sono stati inseriti altresì interventi, lezioni, articoli pubblicati, tesi degli alunni del Master.

Si ringraziano sentitamente tutti coloro che collaborano alla realizzazione del sito. 

Ci auguriamo che continui l’interesse finora dimostrato da tanti lettori.

Buona lettura

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Regione Siciliana: Quale forma di Governo abbiamo? Presentazione del libro di Franco Garufi Castelbuono 15 Maggio 2026

Regione Siciliana 
Quale forma di Governo abbiamo?
Presentazione del libro di Franco Garufi Castelbuono 15 Maggio 2026
 
Il libro si compone di tre parti una sulla crisi delle classi dirigenti, un’altra sull’utilizzazione in Sicilia dei fondi europei ed infine un’altra sulla mafia, la legalità e lo sviluppo.
Raccoglie diversi articoli di Franco Garufi scritti nel corso di questi anni. Complessivamente dà un quadro abbastanza aggiornato  ( coraggiosamente anche con l’utilizzazione dell’intelligenza artificiale) delle questioni maggiori dello sviluppo della Sicilia cercando di coglierne luci ed ombre.
Tuttavia non si “ lascia prendere” né da un eccesso di ottimismo né da un giustificato pessimismo. Come ripete frequentemente,   l’autore cerca di muovere le sue considerazioni sulla base di un complessivo realismo.
Mi soffermerò nel mio intervento soprattutto sulla prima parte del libro anche perché tratta dello sviluppo della forma di governo regionale che per alcuni aspetti ho vissuto in prima persona per alcuni anni con la mia attività  di funzionario parlamentare. 
Fin dalla sua costituzione la Regione siciliana aveva una forma di governo assembleare: il Presidente della Regione, in conseguenza dell’accordo fra i partiti di maggioranza, era eletto dall’Assemblea Regionale, così come gli Assessori regionali. Il Presidente della Regione doveva ottenere la maggioranza assoluta dei voti dei deputati così come i singoli Assessori, era responsabile davanti all’ Assemblea ed era legato da un rapporto fiduciario con l’organo legislativo. Analogo procedimento doveva avvenire qualora si realizzasse una crisi di governo.
Questa forma di governo era accompagnata dalla legge elettorale del 51 che ricalcava il sistema elettorale vigente per la Camera dei deputati squisitamente proporzionale. 
E’ chiaro che il Governo regionale era formato sulla base degli accordi fra i partiti e le conseguenti crisi dipendevano dalla rottura degli accordi fra i partiti. Il partito che prendeva più voti era quello che aveva una maggiore rappresentanza sia come Presidente che come componenti della Giunta.
Si trattava di partiti politici di massa ben radicati nel territorio che riuscivano ad esercitare un forte controllo sui rappresentanti istituzionali. Le elezioni erano un confronto fra i diversi partiti e i risultati elettorali ne determinavano l’incidenza. Le coalizioni si definivano successivamente.
Negli anni novanta questo sistema dei partiti entrò in crisi e fu delegittimato anche dalle inchieste di tangentopoli che in Sicilia furono particolarmente “ pesanti”. Basti pensare che nella legislatura regionale agli inizi degli anni novanta oltre metà dei deputati regionali furono incriminati e per lo più arrestati anche per brevi periodi di tempo.
I partiti politici nella forma tradizionale scomparvero e si affermarono i partiti “personali” incentrati sulla figura dei leaders.
La forma di governo assembleare vigente anche alla Regione siciliana fu “ accusata” di generare “ instabilità”. La Sicilia fu portata ad esempio: dalla prima alla dodicesima legislatura vi erano stati 54 governi, durati mediamente dai 14 ai 24 mesi ed erano stati eletti 27 Presidenti della Regione.
Nel 1991 e nel 1993 tramite due referendum si avviò il sistema maggioritario che avrebbe dovuto sostituire il sistema proporzionale “accusato di causare” instabilità. Inoltre si scelse il sistema dell’elezione diretta che in Sicilia fu introdotta per la prima volta per l’elezione dei Sindaci con la legge regionale n.7 del 1992. Tale legislazione regionale anticipò la riforma nazionale del 1993 che introdusse l’elezione diretta del Sindaco per l’intero Paese.
Senza soffermarmi sui precedenti ( es: Tatarellum) in tema di sistema elettorale regionale, l’elezione diretta del Presidente della Regione per tutte le Regioni speciali e quindi anche per la Regione siciliana fu introdotta dalla legge costituzionale n.2 del 2001. In particolare l’articolo 1 della suddetta legge costituzionale dedicato alla Regione Siciliana prevede che il Presidente regionale e l’Assemblea regionale siano eletti direttamente dal popolo e legati dal principio del simul stabunt  simul cadent. Tutto ciò implica che le sorti del Governo e dell’Assemblea regionale siano strettamente interconnesse e quindi ad eventuali dimissioni del Presidente della Regione seguirà contestualmente lo scioglimento dell’Assemblea regionale siciliana. 
Dall’elezione diretta del Presidente della Regione discende che:
a) Il Presidente della Regione nomina gli Assessori e li sostituisce.
b) Il Presidente della Regione si può dimettere per motivi personali (es Cuffaro 2008- Lombardo 2012) o si può dimettere la maggioranza assoluta dei deputati.
c) Con le dimissioni del Presidente della Regione decadono tutti i deputati( simul stabunt- simul cadent). E’ facile comprendere che non c’è interesse neanche per i deputati dell’opposizione a richiedere le dimissioni del Presidente della Giunta perché andrebbero incontro ad una nuova campagna elettorale con la possibilità di non essere rieletti.
L’elezione diretta del Presidente della Regione si sostenne che era introdotta per:
a) Dare stabilità ai governi regionali;
b) Semplificare il quadro politico tanto che una parte dei deputati regionali sarebbero stati eletti in base ad un listino collegato al Presidente della Regione;
c) Inoltre la gran parte dei partiti al momento elettorale si coalizzano intorno ai candidati Presidenti di Regione.
d) Infine l’elezione diretta del Presidente della Regione avrebbe permesso un collegamento più diretto con gli elettori
Ad oltre vent’anni dall’elezione diretta del Presidente della Regione c’è da chiedersi se si siano  realizzati gli obiettivi che ci si era prefissati
Franco Garufi compie un’ analisi precisa e puntuale dell’attuazione dell’elezione diretta del Presidente della Regione in Sicilia.
Inizia con una descrizione abbastanza precisa e significativa del fenomeno del cuffarismo. E’ quanto mai efficace ed andrebbe riletta per tutte le implicazioni sociali e politiche che ne discendono.
Garufi prosegue con un’analisi dettagliata delle prime elezioni dirette dei Presidenti della Regione: ne riporta i risultati elettorali indicando con precisione voti e preferenze.
Inquadra le vicende siciliane all’interno delle scelte politiche nazionali anche se spesso ne indica le peculiarità isolane ( esempio l’elezione a Presidente della Regione di Rosario Crocetta e le vicende conseguenti).
L’ autore evidenzia  con precisione anche le novità realizzatesi nella società siciliana: un esempio in tal senso è stata l’ascesa alla Confindustria siciliana di dirigenti come Ivan Lo Bello che fecero della bandiera antimafia un vessillo almeno “ apparente”
Comunque Garufi nota la differenza esistente fra le previsioni istituzionali dell’elezione diretta del Presidente della Regione e le effettive applicazioni anche in Sicilia.
Come rileva anche l’autore, l’elezione diretta produce una stabilità apparente. Ne abbiamo un  esempio nella Presidenza della Regione di Raffaele Lombardo: cinque crisi di Governo con cinque rimpasti  della Giunta fino alle dimissioni per motivi giudiziari dello stesso Lombardo; analoga sorte era toccata a Cuffaro nel 2008.  Anche con la Presidenza Crocetta vi furono cinque crisi di governo con la formazione di 5 Giunte.
La nomina degli Assessori  fatta direttamente da parte del Presidente della Regione ha generato altrettanta instabilità. Gli Assessori sono nominati e dimissionati secondo la volontà dei Presidenti di Regione non sempre raccordata con i partiti della coalizione. Il Presidente Crocetta nominò in cinque anni 58 Assessori formando cinque giunte di Governo. Ne abbiamo avuto recentemente anche un esempio con il Presidente Schifani che , oltre ad altre modifiche, ha sostituito tre Assessori alla Sanità senza alcuna motivazione ufficiale. Alla fine ha scelto il suo “uomo di fiducia” in precedenza Segretario del partito di maggioranza relativa. 
Come rileva  Garufi nel suo libro, le maggioranze parlamentari nel corso delle legislature si sono  modificate  ampiamente. Addirittura uno dei casi più clamorosi fu quello del Presidente Lombardo che nel  2009 fece uscire il Pdl , il primo partito, dalla coalizione di maggioranza e, dopo qualche mese, lo sostituì con il Pd che alle elezioni si era presentato come “ perno” delle forze di opposizione. Quindi Lombardo, pur disponendo di una maggioranza vasta, modificò entro poco tempo il quadro politico assembleare.  
L’elezione diretta doveva servire a semplificare il sistema dei gruppi  all’interno dell’Assemblea regionale e più in generale dei Consigli regionali. Come è successo in tutta Italia, si sono verificati molti cambi dei gruppi parlamentari da parte dei deputati eletti all’interno delle diverse coalizioni. Addirittura, talvolta, con numeri abbastanza esigui, si creano gruppi parlamentari senza alcun riferimento al dato elettorale. L’esempio forse più clamoroso fu quello del Governo Crocetta, che essendo eletto con appena il 30% dei voti e non disponendo di una maggioranza assembleare, era alla ricerca del consenso fra i deputati per ogni provvedimento in discussione.
L’autore esamina con molta attenzione tutta la vicenda del Governo Crocetta.    
L’elezione diretta del Presidente della Regione si sostenne che avrebbe avvicinato i cittadini alle vicende politiche della Regione.
Anche questo obiettivo non pare essere stato raggiunto. Quasi tutte le elezioni regionali in Italia ed anche in Sicilia hanno registrato un elevato astensionismo. I Presidenti delle Regioni ( chiamati anche Governatori) e le Assemblee  o Consigli regionali sono stati quasi tutti eletti da meno del 50% degli elettori aventi diritto.
Come anche emerge dal libro di Garufi con molta dovizia di dati, si è creato un sistema a livello regionale che concentra gran parte dei poteri sul Presidente della Regione e marginalizza il ruolo dell’Assemblea regionale ridotta prevalentemente ad esaminare documenti finanziari presentati dallo stesso Governo. Tutto ciò crea disaffezione da parte dei deputati e soprattutto tentativi di ostruzionismo, oltre che dei deputati dell’opposizione, anche da parte di molti eletti della maggioranza. La situazione politica attuale dell’Assemblea regionale siciliana ne è un esempio.
Ad oltre vent’anni dall’entrata in vigore dell’elezione diretta del Presidente della Regione e delle Assemblee regionali per i motivi esposti in precedenza ,non appare opportuno estendere ,sia pure parzialmente, questo sistema a livello nazionale come sembra auspicare la riforma elettorale in discussione al Parlamento nazionale.     
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Regione Siciliana: Quale forma di Governo abbiamo? Presentazione del libro di Franco Garufi Castelbuono 15 Maggio 2026

Regione Siciliana 
 
Quale forma di Governo abbiamo?
 
Presentazione del libro di Franco Garufi Castelbuono 15 Maggio 2026
 
Il libro si compone di tre parti una sulla crisi delle classi dirigenti,
un’altra sull’utilizzazione in Sicilia dei fondi europei ed infine un’altra sulla mafia, la legalità e lo sviluppo.
Raccoglie diversi articoli di Franco Garufi scritti nel corso di questi anni. Complessivamente dà un quadro abbastanza aggiornato            ( coraggiosamente anche con l’utilizzazione dell’intelligenza artificiale) delle questioni maggiori dello sviluppo della Sicilia cercando di coglierne luci ed ombre.
Tuttavia non si “ lascia prendere” né da un eccesso di ottimismo né da un giustificato pessimismo. Come ripete frequentemente,   l’autore cerca di muovere le sue considerazioni sulla base di un complessivo realismo.
Mi soffermerò nel mio intervento soprattutto sulla prima parte del libro anche perché tratta dello sviluppo della forma di governo regionale che per alcuni aspetti ho vissuto in prima persona per alcuni anni con la mia attività  di funzionario parlamentare. 
Fin dalla sua costituzione la Regione siciliana aveva una forma di governo assembleare: il Presidente della Regione, in conseguenza dell’accordo fra i partiti di maggioranza, era eletto dall’Assemblea Regionale, così come gli Assessori regionali. Il Presidente della Regione doveva ottenere la maggioranza assoluta dei voti dei deputati così come i singoli Assessori, era responsabile davanti all’ Assemblea ed era legato da un rapporto fiduciario con l’organo legislativo. Analogo procedimento doveva avvenire qualora si realizzasse una crisi di governo.
Questa forma di governo era accompagnata dalla legge elettorale del 51 che ricalcava il sistema elettorale vigente per la Camera dei deputati squisitamente proporzionale. 
E’ chiaro che il Governo regionale era formato sulla base degli accordi fra i partiti e le conseguenti crisi dipendevano dalla rottura degli accordi fra i partiti. Il partito che prendeva più voti era quello che aveva una maggiore rappresentanza sia come Presidente che come componenti della Giunta.
Si trattava di partiti politici di massa ben radicati nel territorio che riuscivano ad esercitare un forte controllo sui rappresentanti istituzionali. Le elezioni erano un confronto fra i diversi partiti e i risultati elettorali ne determinavano l’incidenza. Le coalizioni si definivano successivamente.
Negli anni novanta questo sistema dei partiti entrò in crisi e fu delegittimato anche dalle inchieste di tangentopoli che in Sicilia furono particolarmente “ pesanti”. Basti pensare che nella legislatura regionale agli inizi degli anni novanta oltre metà dei deputati regionali furono incriminati e per lo più arrestati anche per brevi periodi di tempo.
I partiti politici nella forma tradizionale scomparvero e si affermarono i partiti “personali” incentrati sulla figura dei leaders.
La forma di governo assembleare vigente anche alla Regione siciliana fu “ accusata” di generare “ instabilità”. La Sicilia fu portata ad esempio: dalla prima alla dodicesima legislatura vi erano stati 54 governi, durati mediamente dai 14 ai 24 mesi ed erano stati eletti 27 Presidenti della Regione.
Nel 1991 e nel 1993 tramite due referendum si avviò il sistema maggioritario che avrebbe dovuto sostituire il sistema proporzionale “accusato di causare” instabilità. Inoltre si scelse il sistema dell’elezione diretta che in Sicilia fu introdotta per la prima volta per l’elezione dei Sindaci con la legge regionale n.7 del 1992. Tale legislazione regionale anticipò la riforma nazionale del 1993 che introdusse l’elezione diretta del Sindaco per l’intero Paese.
Senza soffermarmi sui precedenti ( es: Tatarellum) in tema di sistema elettorale regionale, l’elezione diretta del Presidente della Regione per tutte le Regioni speciali e quindi anche per la Regione siciliana fu introdotta dalla legge costituzionale n.2 del 2001. In particolare l’articolo 1 della suddetta legge costituzionale dedicato alla Regione Siciliana prevede che il Presidente regionale e l’Assemblea regionale siano eletti direttamente dal popolo e legati dal principio del simul stabunt  simul cadent. Tutto ciò implica che le sorti del Governo e dell’Assemblea regionale siano strettamente interconnesse e quindi ad eventuali dimissioni del Presidente della Regione seguirà contestualmente lo scioglimento dell’Assemblea regionale siciliana. 
Dall’elezione diretta del Presidente della Regione discende che:
a) Il Presidente della Regione nomina gli Assessori e li sostituisce.
b) Il Presidente della Regione si può dimettere per motivi personali (es Cuffaro 2008- Lombardo 2012) o si può dimettere la maggioranza assoluta dei deputati.
c) Con le dimissioni del Presidente della Regione decadono tutti i deputati( simul stabunt- simul cadent). E’ facile comprendere che non c’è interesse neanche per i deputati dell’opposizione a richiedere le dimissioni del Presidente della Giunta perché andrebbero incontro ad una nuova campagna elettorale con la possibilità di non essere rieletti.
L’elezione diretta del Presidente della Regione si sostenne che era introdotta per:
a) Dare stabilità ai governi regionali;
b) Semplificare il quadro politico tanto che una parte dei deputati regionali sarebbero stati eletti in base ad un listino collegato al Presidente della Regione;
c) Inoltre la gran parte dei partiti al momento elettorale si coalizzano intorno ai candidati Presidenti di Regione.
d) Infine l’elezione diretta del Presidente della Regione avrebbe permesso un collegamento più diretto con gli elettori
Ad oltre vent’anni dall’elezione diretta del Presidente della Regione c’è da chiedersi se si siano  realizzati gli obiettivi che ci si era prefissati
Franco Garufi compie un’ analisi precisa e puntuale dell’attuazione dell’elezione diretta del Presidente della Regione in Sicilia.
Inizia con una descrizione abbastanza precisa e significativa del fenomeno del cuffarismo. E’ quanto mai efficace ed andrebbe riletta per tutte le implicazioni sociali e politiche che ne discendono.
Garufi prosegue con un’analisi dettagliata delle prime elezioni dirette dei Presidenti della Regione: ne riporta i risultati elettorali indicando con precisione voti e preferenze.
Inquadra le vicende siciliane all’interno delle scelte politiche nazionali anche se spesso ne indica le peculiarità isolane ( esempio l’elezione a Presidente della Regione di Rosario Crocetta e le vicende conseguenti).
L’ autore evidenzia  con precisione anche le novità realizzatesi nella società siciliana: un esempio in tal senso è stata l’ascesa alla Confindustria siciliana di dirigenti come Ivan Lo Bello che fecero della bandiera antimafia un vessillo almeno “ apparente”
Comunque Garufi nota la differenza esistente fra le previsioni istituzionali dell’elezione diretta del Presidente della Regione e le effettive applicazioni anche in Sicilia.
Come rileva anche l’autore, l’elezione diretta produce una stabilità apparente. Ne abbiamo un  esempio nella Presidenza della Regione di Raffaele Lombardo: cinque crisi di Governo con cinque rimpasti  della Giunta fino alle dimissioni per motivi giudiziari dello stesso Lombardo; analoga sorte era toccata a Cuffaro nel 2008.  Anche con la Presidenza Crocetta vi furono cinque crisi di governo con la formazione di 5 Giunte.
La nomina degli Assessori  fatta direttamente da parte del Presidente della Regione ha generato altrettanta instabilità. Gli Assessori sono nominati e dimissionati secondo la volontà dei Presidenti di Regione non sempre raccordata con i partiti della coalizione. Il Presidente Crocetta nominò in cinque anni 58 Assessori formando cinque giunte di Governo. Ne abbiamo avuto recentemente anche un esempio con il Presidente Schifani che , oltre ad altre modifiche, ha sostituito tre Assessori alla Sanità senza alcuna motivazione ufficiale. Alla fine ha scelto il suo “uomo di fiducia” in precedenza Segretario del partito di maggioranza relativa. 
Come rileva  Garufi nel suo libro, le maggioranze parlamentari nel corso delle legislature si sono  modificate  ampiamente. Addirittura uno dei casi più clamorosi fu quello del Presidente Lombardo che nel  2009 fece uscire il Pdl , il primo partito, dalla coalizione di maggioranza e, dopo qualche mese, lo sostituì con il Pd che alle elezioni si era presentato come “ perno” delle forze di opposizione. Quindi Lombardo, pur disponendo di una maggioranza vasta, modificò entro poco tempo il quadro politico assembleare.  
L’elezione diretta doveva servire a semplificare il sistema dei gruppi  all’interno dell’Assemblea regionale e più in generale dei Consigli regionali. Come è successo in tutta Italia, si sono verificati molti cambi dei gruppi parlamentari da parte dei deputati eletti all’interno delle diverse coalizioni. Addirittura, talvolta, con numeri abbastanza esigui, si creano gruppi parlamentari senza alcun riferimento al dato elettorale. L’esempio forse più clamoroso fu quello del Governo Crocetta, che essendo eletto con appena il 30% dei voti e non disponendo di una maggioranza assembleare, era alla ricerca del consenso fra i deputati per ogni provvedimento in discussione.
L’autore esamina con molta attenzione tutta la vicenda del Governo Crocetta.    
L’elezione diretta del Presidente della Regione si sostenne che avrebbe avvicinato i cittadini alle vicende politiche della Regione.
Anche questo obiettivo non pare essere stato raggiunto. Quasi tutte le elezioni regionali in Italia ed anche in Sicilia hanno registrato un elevato astensionismo. I Presidenti delle Regioni ( chiamati anche Governatori) e le Assemblee  o Consigli regionali sono stati quasi tutti eletti da meno del 50% degli elettori aventi diritto.
Come anche emerge dal libro di Garufi con molta dovizia di dati, si è creato un sistema a livello regionale che concentra gran parte dei poteri sul Presidente della Regione e marginalizza il ruolo dell’Assemblea regionale ridotta prevalentemente ad esaminare documenti finanziari presentati dallo stesso Governo. Tutto ciò crea disaffezione da parte dei deputati e soprattutto tentativi di ostruzionismo, oltre che dei deputati dell’opposizione, anche da parte di molti eletti della maggioranza. La situazione politica attuale dell’Assemblea regionale siciliana ne è un esempio.
Ad oltre vent’anni dall’entrata in vigore dell’elezione diretta del Presidente della Regione e delle Assemblee regionali per i motivi esposti in precedenza ,non appare opportuno estendere ,sia pure parzialmente, questo sistema a livello nazionale come sembra auspicare la riforma elettorale in discussione al Parlamento nazionale.     
 
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Intervento Convegno su Referendum Giustizia Castelbuono 13 Marzo 2026

Intervento Convegno su Referendum Giustizia Castelbuono 13 Marzo 2026
 
 
 
 
1) Equilibrio poteri dello Stato: Legislativo, esecutivo e giudiziario fondamenti dell’attuale Costituzione e costituiscono i cardini di una democrazia liberale
 
2) Questo è il disegno che hanno voluto i Padri Costituenti con la vigente Costituzione di cui la riforma in discussione vorrebbe
modificare ben 7 Articoli. I proponenti il referendum si erano dimenticati di inserirli nel quesito referendario. Ora sono indicati
soltanto i numeri senza i testi degli articoli della Costituzione che si intendono abrogare. Peraltro la riforma della Costituzione in tema di separazione delle carriere dei giudici è stata approvata dal Parlamento sul testo del Governo senza significative modifiche e soprattutto dai gruppi di maggioranza; per le riforme costituzionali sarebbero opportune maggioranze più ampie.
 
3) Si potrebbe in questo modo iniziare un cambiamento anche più radicale della Costituzione come ricorderò fra poco.
 
4) Come hanno dichiarato numerosi esponenti politici e tecnici con la riforma in discussione non migliorerebbero i tempi della giustizia ma si vorrebbero “ mettere sotto tutela” i pubblici ministeri in modo da assecondare le scelte del Governo. 
Li si accusa di “intralciare” l ’azione del Governo, dimenticando che i magistrati debbono semplicemente applicare le leggi esistenti in autonomia e senza “ protagonismi” ,che purtroppo talvolta si sono verificati.
 
5) L ’attuazione della Costituzione è già messa in discussione. Infatti il Parlamento è fortemente ridimensionato per la continua utilizzazione dei Decreti legge. L’attuale Governo è tra quelli in assoluto che ha fatto più ricorso ai Decreti legge. Quest’ultimi testi sono elaborati dallo stesso Governo, entrano immediatamente in vigore, debbono essere approvati entro 60 giorni ; il Governo spesso pone il voto di fiducia impedendo di approvare modifiche al testo presentato. Il Parlamento semplicemente discute ed è fortemente limitato nella possibilità di approvare emendamenti.
 
6) Il Governo peraltro ha già presentato la proposta sulla riforma della legge elettorale per le elezioni nazionali, intendendo modificare quella vigente e dichiarando che è sua intenzione favorire la governabilità Si prevederebbe il ritorno al proporzionale ma le coalizioni al momento di presentare le liste dovrebbero indicare il candidato premier. La coalizione che vince anche per un solo voto avrebbe assegnato un premio di maggioranza che le permetterebbe di disporre di oltre la metà dei seggi indipendentemente dai risultati e lettorali . Gli eletti , cosi come avviene oggi, sarebbero scelti dai partiti anziché dagli elettori, probabilmente favorendo il fenomeno dell’astensionismo. Se si verificassero questo tipo di maggioranze la coalizione di governo potrebbe eleggere da sola gli organi di garanzia: esempio il Presidente della Repubblica, i membri della Corte Costituzionale etc.
 
7) La proposta di legge elettorale è coerente con la riforma presentata del Premierato che prevede l’elezione diretta del Presidente del Consiglio. Come conseguenza di questa investitura popolare, con una radicale riforma della Costituzione, la gran parte dei poteri si trasferirebbero al Governo e sarebbero ridimensionati gli altri organi di garanzia : esempio Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale etc. In nome della governabilità chi vince le elezioni si prenderebbe quasi tutto, facendo saltare gli attuali equilibri fra i poteri costituzionali. Tale tipo di assetto istituzionale non si ritrova in nessun sistema democratico contemporaneo.
 
8) L ’attuale Parlamento ha già approvata la legge sull’Autonomia differenziata che certamente non favorisce l’Unità del Paese e dovrebbe aumentare le differenze esistenti fra i diversi territori. La legge è stata ridimensionata dalla Corte Costituzionale ma il Governo ha presentato già un disegno di legge per darvi attuazione ed ha avviato Intese con alcune Regioni del Nord.
Si sono voluti fare questi esempi per far riflettere i presenti come vi siano diverse iniziative dell’attuale maggioranza che tendono allo stesso scopo : rafforzare il Presidente del Consiglio, possibilmente eletto direttamente dal popolo, nei confronti degli altri poteri, modificando gli equilibri dell’attuale Costituzione con una sua profonda revisione
Il referendum sulla Giustizia ne è il primo esempio perché intenderebbe ricondurre i magistrati a rapporti privilegiati con la politica per “ non disturbare il manovratore”
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Intervento Convegno su Referendum Giustizia Castelbuono 13 Marzo 2026

Intervento Convegno su Referendum Giustizia Castelbuono 13 Marzo 2026
 
 
 
 
1) Equilibrio poteri dello Stato: Legislativo, esecutivo e giudiziario fondamenti dell’attuale Costituzione e costituiscono i cardini di una democrazia liberale
 
2) Questo è il disegno che hanno voluto i Padri Costituenti con la vigente Costituzione di cui la riforma in discussione vorrebbe
modificare ben 7 Articoli. I proponenti il referendum si erano dimenticati di inserirli nel quesito referendario. Ora sono indicati
soltanto i numeri senza i testi degli articoli della Costituzione che si intendono abrogare. Peraltro la riforma della Costituzione in tema di separazione delle carriere dei giudici è stata approvata dal Parlamento sul testo del Governo senza significative modifiche e soprattutto dai gruppi di maggioranza; per le riforme costituzionali sarebbero opportune maggioranze più ampie.
 
3) Si potrebbe in questo modo iniziare un cambiamento anche più radicale della Costituzione come ricorderò fra poco.
 
4) Come hanno dichiarato numerosi esponenti politici e tecnici con la riforma in discussione non migliorerebbero i tempi della giustizia ma si vorrebbero “ mettere sotto tutela” i pubblici ministeri in modo da assecondare le scelte del Governo. 
Li si accusa di “intralciare” l ’azione del Governo, dimenticando che i magistrati debbono semplicemente applicare le leggi esistenti in autonomia e senza “ protagonismi” ,che purtroppo talvolta si sono verificati.
 
5) L ’attuazione della Costituzione è già messa in discussione. Infatti il Parlamento è fortemente ridimensionato per la continua utilizzazione dei Decreti legge. L’attuale Governo è tra quelli in assoluto che ha fatto più ricorso ai Decreti legge. Quest’ultimi testi sono elaborati dallo stesso Governo, entrano immediatamente in vigore, debbono essere approvati entro 60 giorni ; il Governo spesso pone il voto di fiducia impedendo di approvare modifiche al testo presentato. Il Parlamento semplicemente discute ed è fortemente limitato nella possibilità di approvare emendamenti.
 
6) Il Governo peraltro ha già presentato la proposta sulla riforma della legge elettorale per le elezioni nazionali, intendendo modificare quella vigente e dichiarando che è sua intenzione favorire la governabilità Si prevederebbe il ritorno al proporzionale ma le coalizioni al momento di presentare le liste dovrebbero indicare il candidato premier. La coalizione che vince anche per un solo voto avrebbe assegnato un premio di maggioranza che le permetterebbe di disporre di oltre la metà dei seggi indipendentemente dai risultati e lettorali . Gli eletti , cosi come avviene oggi, sarebbero scelti dai partiti anziché dagli elettori, probabilmente favorendo il fenomeno dell’astensionismo. Se si verificassero questo tipo di maggioranze la coalizione di governo potrebbe eleggere da sola gli organi di garanzia: esempio il Presidente della Repubblica, i membri della Corte Costituzionale etc.
 
7) La proposta di legge elettorale è coerente con la riforma presentata del Premierato che prevede l’elezione diretta del Presidente del Consiglio. Come conseguenza di questa investitura popolare, con una radicale riforma della Costituzione, la gran parte dei poteri si trasferirebbero al Governo e sarebbero ridimensionati gli altri organi di garanzia : esempio Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale etc. In nome della governabilità chi vince le elezioni si prenderebbe quasi tutto, facendo saltare gli attuali equilibri fra i poteri costituzionali. Tale tipo di assetto istituzionale non si ritrova in nessun sistema democratico contemporaneo.
 
8) L ’attuale Parlamento ha già approvata la legge sull’Autonomia differenziata che certamente non favorisce l’Unità del Paese e dovrebbe aumentare le differenze esistenti fra i diversi territori. La legge è stata ridimensionata dalla Corte Costituzionale ma il Governo ha presentato già un disegno di legge per darvi attuazione ed ha avviato Intese con alcune Regioni del Nord.
Si sono voluti fare questi esempi per far riflettere i presenti come vi siano diverse iniziative dell’attuale maggioranza che tendono allo stesso scopo : rafforzare il Presidente del Consiglio, possibilmente eletto direttamente dal popolo, nei confronti degli altri poteri, modificando gli equilibri dell’attuale Costituzione con una sua profonda revisione
Il referendum sulla Giustizia ne è il primo esempio perché intenderebbe ricondurre i magistrati a rapporti privilegiati con la politica per “ non disturbare il manovratore”
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Evoluzione della forma di governo regionale: dal modello parlamentare alla elezione diretta del Presidente della Regione. Il terzo mandato ed il caso della Regione Campania

Pubblicazione tesi del Dott. Tullio Lenza

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La Forma di Governo regionale a venticinque anni dall’approvazione della legge 1/ 1999 1° lezione Sapienza 2025

Si inizierà da una breve storia del Governo regionale dall’entrata in vigore della Costituzione repubblicana.

La forma di governo regionale è stata modificata nel 1999 con la legge 1 e successivamente con il nuovo articolo 122 della Costituzione entrato in vigore nel 2001.

Si introdusse l’elezione diretta in sostituzione della precedente elezione del Presidente della Regione da parte dei Consigli regionali.

 

Forma di Governo Regionale prima della riforma del Titolo V

 

L’ articolo 122 della Costituzione antecedente la riforma del Titolo V  del 2001rimandava ad una legge della Repubblica “ il sistema di elezione dei ,Consigli regionali”, stabilendo al “ comma 5” che l’elezione del Presidente della Regione era effettuata dal Consiglio regionale fra i suoi componenti.

Si trattava di una forma di governo a tendenza assembleare.

  1. I Consigli regionali erano il centro di ogni decisione;
  2. Le giunte erano pure elette dalle Assemblee legislative.
  3. Peraltro la legge 17/02/ 1968 n.108 ,in applicazione dell’ex- articolo 122 della Costituzione, fissava all’articolo 1 che : “ l’elezione dei Consiglieri regionali avviene con voto diretto attribuito a liste di candidati concorrenti ed assegnazione dei seggi proporzionalmente ai voti ottenuti”.

Sostanzialmente la forma di Governo regionale corrispondeva alla forma di governo parlamentare nazionale incentrata su :

  1. Un sistema elettorale molto proporzionale;
  2. Un assetto che si reggeva sulla presenza di molti partiti.
  3. Pur producendosi frequenti crisi di Governo regionale, vi era una stabilità di fondo del sistema  I partiti politici delle maggioranze parlamentari erano sostanzialmente identici ;  erano escluse le formazioni politiche estreme di sinistra e di destra   ( da un lato il Partito Comunista Italiano e dall’altro il Movimento Sociale Italiano).
  4. Tutto ciò richiedeva partiti fortemente strutturati come erano quelli del tempo.
  5. Tuttavia tale forma di governo presentò alcune disfunzioni gravi
    • Restringeva la competizione politica;
    • Originava evidenti forme di consociativismo anche tra partiti di maggioranza e di opposizione;
    • Soprattutto generava notevole dispendio di fondi pubblici per                    “ accaparrarsi” il consenso elettorale.
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Autonomia differenziata e sentenza della Corte Costituzionale n.192/2024 2° lezione Master Sapienza 2025

  • L’ Autonomia differenziata è prevista dall’articolo 116, terzo comma, della Costituzione ed  inserita nella riforma del Titolo V della Costituzione  approvata nel 2001.
  • Il testo fu  approvato soprattutto su sollecitazione di alcune Regioni ordinarie  ( es: Veneto, Lombardia) che intendevano avere le stesse competenze  e godere di stanziamenti simili  delle Regioni Speciali          ( Sicilia, Sardegna, Val d’Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia).

 

Brevi cenni storici

 

  • L ‘ istituzione delle Regioni Speciali avvenne  prima dell’entrata in vigore della   Costituzione e  furono create  con leggi costituzionali     ( Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia- Giulia).
  • Tale tipo di Regioni avrebbero dovuto avere poteri speciali sia per quanto riguarda la legislazione sia in tema di  autonomia finanziaria. Gli Statuti sono stati approvati con legge costituzionale e solo con lo stesso tipo di legge potranno essere modificati.
  • Le Regioni Speciali furono istituite per precise esigenze storiche ( es: Sicilia per contrastare il separatismo etc)
  • Le altre Regioni sono Ordinarie:  dovrebbero avere meno  poteri legislativi e soprattutto differenti modalità  di finanziamento.
  •  Il Titolo V della Costituzione (riguardante Regioni, Città metropolitane e Comuni) fu modificato nel 2001, a fine legislatura, dal Governo del tempo ( con una maggioranza di centro sinistra) soprattutto per “cercare di fermare”   la protesta delle Regioni settentrionali che si stava “ concentrando” intorno alla Lega Nord.
  •  L’articolo 116 terzo comma della Costituzione, che prevede l’Autonomia differenziata, riguarderebbe  soltanto le Regioni ordinarie. 
  •   Il costituente del 2001 individuò una soluzione di mediazione . Apparentemente “ era saltato” alla fine degli anni 90 l’accordo “economico sotterraneo” che aveva “ retto” l’Italia dal dopoguerra in poi: il Nord soprattutto produceva ed il Meridione consumava             ( secondo recenti dati  ancor oggi circa il 40% dei consumi del Meridione riguardano prodotti provenienti dalle Regioni del Nord).
  • Le Regioni del Nord contestavano e contestano alle Regioni Speciali di disporre di troppi fondi ed in particolare:
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Aggiornamento Emeroteca

Aggiornamento emeroteca

Con vivo piacere vi comunichiamo che abbiamo completato l’inserimento di tutti gli articoli riguardanti il 2024!

Le categorie dei diversi argomenti le troverete nell’allegato alla presente nota.

Ringraziamo tutti coloro che hanno collaborato per la realizzazione di questo importante obiettivo ed i nostri lettori che ci seguono sempre più numerosi.

Vi auguriamo buona lettura

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L’EVOLUZIONE DELL’AUTONOMIA REGIONALE TRA NORMA E “SOSTANZA” Locandina

L’EVOLUZIONE DELL’AUTONOMIA REGIONALE TRA NORMA E “SOSTANZA” Locandina

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Intervento introduttivo Convegno Ars 20- 21 Marzo 2025

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Comunicazione ai lettori

                                                                       Comunicazione ai lettori
 
Il sito si occupa principalmente di questioni istituzionali con articoli e contributi di Gianliborio Mazzola.
In tal senso, in primo luogo, si sono voluti informare i lettori della “Riforma del premierato: situazione attuale dell’esame” 
con un articolo del Dice-mbre 2024 su Amministrazione in Cammino (rivista della Luiss).
Si intende aggiungere una libera e ridotta sintesi delle questioni principali della Sentenza della Corte Costituzionale n.192/2024 
del 3/12/2024 in tema di Autonomia differenziata (si trova nella sezione Contributi).
La decisione della Corte Costituzionale è avvenuta dopo il ricorso di alcune Regioni relativamente alla legge 26/6/2024 
concernente  “Disposizioni per l’attuazione dell’Autonomia differenziata delle Regioni a Statuto Ordinario ai sensi 
dell’articolo 116 terzo comma della Costituzione”.
Tale decisione è diventata ancora più importante perché la Corte Costituzionale con una successiva sentenza ha dichiarato
inammissibile il referendum popolare che intendeva abrogare l’intera legge sull’Autonomia differenziata. 
La Corte ha fatto riferimento alla precedente Sentenza 192/2024 con cui si era espressa sull’argomento ed ha invitato il 
Parlamento a modificare la legislazione vigente secondo le indicazioni della Corte medesima.  
Il sito gianliboriomazzola.it, oltre a lezioni ed altre sezioni, dispone anche di una vasta emeroteca che ha raggiunto 
ben 33.111 articoli selezionati. 
Il caricamento degli articoli prescelti è arrivato fino al Giugno 2024 con la raccolta di scritti riguardanti la politica, 
la politica internazionale, la cronaca, gli eventi naturali etc.
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Sentenza n.192/ 2024 su Autonomia differenziata

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Riforma del premierato: situazione attuale esame

Riforma del premierato: situazione attuale dell’esame
di Gianliborio Mazzola*
17 Dicembre 2024
 
 
1. Introduzione
 
Il Presidente del Consiglio dei Ministri (Meloni) ed il Ministro per le riforme istituzionali (Casellati) hanno presentato il 15 Novembre 2023 il disegno di legge n. 935 riguardante modifiche degli articoli 59, 88, 92 e 94 della Costituzione per l’elezione diretta del Presidente del Consiglio dei Ministri ed il rafforzamento della stabilità del Governo1.
Nella prima stesura approvata dal Senato il 18 Giugno 2024 il testo ha apportato modifiche agli articoli 57, 59, 83, 88, 89, 92 e 94 della Costituzione.
La norma più importante (articolo 5) prevede modifiche all’articolo 92 della Costituzione:
Il Presidente del Consiglio (ovvero Premier) “è eletto a suffragio diretto ed universale per la durata di cinque anni, per non più di due legislature consecutive…” (secondo comma). Le votazioni per l’elezione del Presidente del Consiglio e delle due Camere avvengono contestualmente (secondo comma).
* Già Segretario Generale dell’Assemblea Regionale Siciliana.
1 Cfr. disegno di legge n. 935 “Modifiche agli articoli 59, 88, 92 e 94 della Costituzione per l’elezione diretta del Presidente del Consiglio dei Ministri, il rafforzamento della stabilità del Governo e l’abolizione della nomina dei senatori a vita da parte del Presidente della Repubblica” presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri (Meloni) e dal Ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa (Alberti Casellati).
 
La legge nazionale disciplinerà il sistema elettorale delle Camere secondo i principi di rappresentatività e di rispetto delle minoranze linguistiche (terzo comma).
La legge disciplina il sistema per l’elezione delle Camere e del Presidente del Consiglio, assegnando un premio su base nazionale (si prevedeva il 55%) che garantisca una maggioranza dei seggi in ciascuna delle due Camere alle liste e ai candidati collegati al Presidente del Consiglio dei Ministri (terzo comma).
Il Presidente della Repubblica conferisce al Presidente del Consiglio dei Ministri eletto l’incarico di formare il Governo; nomina e revoca, su proposta del Presidente del Consiglio, i Ministri (quinto comma).
Ci si è soffermati espressamente su questo articolo del disegno di legge costituzionale perché il Governo ha dichiarato di volere “puntare” sulla stabilità e sulla governabilità mentre l’attuale testo della Costituzione privilegia la rappresentatività delle decisioni2.
A giudizio del Presidente del Consiglio Meloni, sarebbe questo il motivo per cui dall’entrata in vigore della Costituzione si sono succeduti diversi Presidenti del Consiglio con i relativi esecutivi.
Sostanzialmente la proposta costituzionale in esame vorrebbe a livello nazionale riproporre la figura del Governatore così come esiste per i Governatori delle Regioni: si istituirebbe il Governatore d’Italia. Si prevederebbe l’elezione del Presidente del Consiglio con modalità assai simili a quelle attuali per l’elezione dei Presidenti di Regione.
Con la proposta dell’elezione diretta del Presidente del Consiglio si prevederebbe una modifica costituzionale riguardante la forma di Governo dello Stato italiano a differenza di quella molto più ridotta e meno impegnativa concernente i governi territoriali (Regioni, Provincie o Comuni).
I fautori della proposta in esame sostengono altresì che con l’elezione diretta del Premier i cittadini sceglierebbero direttamente chi li governerà per i successivi cinque anni; secondo i presentatori della riforma costituzionale si restituirebbe ai cittadini il diritto di scelta anziché lasciare le decisioni alla mediazione dei partiti all’interno del Parlamento3.
La modifica costituzionale, secondo i promotori, sarebbe necessaria essendo attualmente i poteri del Presidente del Consiglio limitati; i “continui ostacoli” non permetterebbero ai Governi, ma soprattutto ai Presidenti del Consiglio, di realizzare il programma elettorale votato dalla maggioranza degli elettori.
2 Sul tema: A. LUCARELLI: Premierato e Riforme Costituzionali: Il mito della governabilità, in Rivista Associazione Italiana dei Costituzionalisti AIC, n.4/2023; A. D’ATENA: Metodo e merito delle riforme costituzionali, in Rivista dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti. AIC, lettera n. 9/ 2024.
3 Appare opportuno superare questa contrapposizione fra cittadini e partiti perché in un sistema democratico non si può “richiamare frequentemente” tale contrasto, soprattutto dal vertice delle istituzioni italiane. Tale contrapposizione produce soltanto disaffezione al voto, qualunquismo e soprattutto populismo con la richiesta conseguente dell’uomo o della donna “forte” al fine di risolvere le questioni politiche, sociali ed economiche quasi sempre “irrisolvibili” da una sola persona.
 
Ad un esame approfondito, e soprattutto dopo l’esperienza di questi ultimi anni, non sembra che il sistema dell’elezione diretta dei Presidenti della Regione abbia dato i frutti sperati (introdotto con la legge costituzionale n.1/1999) in tema di governabilità e partecipazione dei cittadini alla risoluzione dei problemi delle diverse realtà regionali.
Ne è una conferma l’elevato grado di astensione nelle recenti competizioni regionali; in alcune Regioni i Governatori sono stati eletti con meno del 50% degli aventi diritto (ne sono stati esempi le recenti elezioni dei Governatori della Liguria e dell’Emilia Romagna!); quando si è superata tale soglia i livelli di partecipazione al voto sono stati di poco superiori a tale livello minimo!( Esempio Sardegna, Umbria)
D’altronde il gradimento dei Governatori è fra i più bassi delle diverse figure istituzionali del Paese!
Con l’elezione diretta dei Governatori non si è realizzata peraltro una semplificazione dei partiti presenti nell’ambito regionale. Basta esaminare il numero delle liste di sostegno dei candidati Presidente della Regione, a cui si aggiungono spesso le liste personali dei medesimi candidati Presidente; in qualche caso queste ultime hanno superato il 20% dei votanti!
Tali coalizioni nel corso delle legislature regionali o degli enti locali spesso si “scompongono e ricompongono” secondo i diversi interessi degli eletti non sempre “chiari e politicamente fondati”4.
L’elezione diretta dei Governatori regionali ha ridotto notevolmente il ruolo delle Assemblee e dei Consigli regionali. Gli organismi legislativi e consiliari in genere spesso si limitano principalmente all’approvazione dei documenti finanziari. Gli esecutivi regionali agiscono autonomamente rispetto alle Assemblee legislative ed agli organismi consiliari, avendo i Governatori “presumibilmente” un rapporto diretto con gli elettori in termini di comunicazione politica.
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Riforma del premierato : situazione attuale esame

1. Introduzione
 
Presidente del Consiglio dei Ministri (Meloni) ed il Ministro per le riforme istituzionali (Casellati) hanno presentato il 15 Novembre 2023 il disegno di legge n. 935 riguardante modifiche degli articoli 59, 88, 92 e 94 della Costituzione per l’elezione diretta del Presidente del Consiglio dei Ministri ed il rafforzamento della stabilità del Governo.
 
Nella prima stesura approvata dal Senato il 18 Giugno 2024 il testo ha apportato modifiche agli articoli 57, 59, 83, 88, 89, 92 e 94 della Costituzione.
La norma più importante (articolo 5) prevede modifiche all’articolo 92 della Costituzione:
Il Presidente del Consiglio (ovvero Premier) “è eletto a suffragio diretto ed universale per la durata di cinque anni, per non più di due legislature consecutive…” (secondo comma). Le votazioni per l’elezione del Presidente del Consiglio e delle due Camere avvengono contestualmente (secondo comma).
 
* Già Segretario Generale dell’Assemblea Regionale Siciliana.
1 Cfr. disegno di legge n. 935 “Modifiche agli articoli 59, 88, 92 e 94 della Costituzione per l’elezione diretta del Presidente del Consiglio dei Ministri, il rafforzamento della stabilità del Governo e l’abolizione della nomina dei senatori a vita da parte del Presidente della Repubblica” presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri (Meloni) e dal Ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa (Alberti Casellati).
 
La legge nazionale disciplinerà il sistema elettorale delle Camere secondo i principi di rappresentatività e di rispetto delle minoranze linguistiche (terzo comma).
La legge disciplina il sistema per l’elezione delle Camere e del Presidente del Consiglio, assegnando un premio su base nazionale (si prevedeva il 55%) che garantisca una maggioranza dei seggi in ciascuna delle due Camere alle liste e ai candidati collegati al Presidente del Consiglio dei Ministri (terzo comma).
Il Presidente della Repubblica conferisce al Presidente del Consiglio dei Ministri eletto l’incarico di formare il Governo; nomina e revoca, su proposta del Presidente del Consiglio, i Ministri (quinto comma).
Ci si è soffermati espressamente su questo articolo del disegno di legge costituzionale perché il Governo ha dichiarato di volere “puntare” sulla stabilità e sulla governabilità mentre l’attuale testo della Costituzione privilegia la rappresentatività delle decisioni2.
A giudizio del Presidente del Consiglio Meloni, sarebbe questo il motivo per cui dall’entrata in vigore della Costituzione si sono succeduti diversi Presidenti del Consiglio con i relativi esecutivi.
Sostanzialmente la proposta costituzionale in esame vorrebbe a livello nazionale riproporre la figura del Governatore così come esiste per i Governatori delle Regioni: si istituirebbe il Governatore d’Italia. Si prevederebbe l’elezione del Presidente del Consiglio con modalità assai simili a quelle attuali per l’elezione dei Presidenti di Regione.
Con la proposta dell’elezione diretta del Presidente del Consiglio si prevederebbe una modifica costituzionale riguardante la forma di Governo dello Stato italiano a differenza di quella molto più ridotta e meno impegnativa concernente i governi territoriali (Regioni, Provincie o Comuni).
I fautori della proposta in esame sostengono altresì che con l’elezione diretta del Premier i cittadini sceglierebbero direttamente chi li governerà per i successivi cinque anni; secondo i presentatori della riforma costituzionale si restituirebbe ai cittadini il diritto di scelta anziché lasciare le decisioni alla mediazione dei partiti all’interno del Parlamento3.
La modifica costituzionale, secondo i promotori, sarebbe necessaria essendo attualmente i poteri del Presidente del Consiglio limitati; i “continui ostacoli” non permetterebbero ai Governi, ma soprattutto ai Presidenti del Consiglio, di realizzare il programma elettorale votato dalla maggioranza degli elettori.
 
2 Sul tema: A. LUCARELLI: Premierato e Riforme Costituzionali: Il mito della governabilità, in Rivista Associazione Italiana dei Costituzionalisti AIC, n.4/2023; A. D’ATENA: Metodo e merito delle riforme costituzionali, in Rivista dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti. AIC, lettera n. 9/ 2024.
3 Appare opportuno superare questa contrapposizione fra cittadini e partiti perché in un sistema democratico non si può “richiamare frequentemente” tale contrasto, soprattutto dal vertice delle istituzioni italiane. Tale contrapposizione produce soltanto disaffezione al voto, qualunquismo e soprattutto populismo con la richiesta conseguente dell’uomo o della donna “forte” al fine di risolvere le questioni politiche, sociali ed economiche quasi sempre “irrisolvibili” da una sola persona.
 
Ad un esame approfondito, e soprattutto dopo l’esperienza di questi ultimi anni, non sembra che il sistema dell’elezione diretta dei Presidenti della Regione abbia dato i frutti sperati (introdotto con la legge costituzionale n.1/1999) in tema di governabilità e partecipazione dei cittadini alla risoluzione dei problemi delle diverse realtà regionali.
Ne è una conferma l’elevato grado di astensione nelle recenti competizioni regionali; in alcune Regioni i Governatori sono stati eletti con meno del 50% degli aventi diritto (ne sono stati esempi le recenti elezioni dei Governatori della Liguria e dell’Emilia Romagna!); quando si è superata tale soglia i livelli di partecipazione al voto sono stati di poco superiori a tale livello minimo!( Esempio Sardegna, Umbria)
D’altronde il gradimento dei Governatori è fra i più bassi delle diverse figure istituzionali del Paese!
Con l’elezione diretta dei Governatori non si è realizzata peraltro una semplificazione dei partiti presenti nell’ambito regionale. Basta esaminare il numero delle liste di sostegno dei candidati Presidente della Regione, a cui si aggiungono spesso le liste personali dei medesimi candidati Presidente; in qualche caso queste ultime hanno superato il 20% dei votanti!
Tali coalizioni nel corso delle legislature regionali o degli enti locali spesso si “scompongono e ricompongono” secondo i diversi interessi degli eletti non sempre “chiari e politicamente fondati”4.
L’elezione diretta dei Governatori regionali ha ridotto notevolmente il ruolo delle Assemblee e dei Consigli regionali. Gli organismi legislativi e consiliari in genere spesso si limitano principalmente all’approvazione dei documenti finanziari. Gli esecutivi regionali agiscono autonomamente rispetto alle Assemblee legislative ed agli organismi consiliari, avendo i Governatori “presumibilmente” un rapporto diretto con gli elettori in termini di comunicazione politica.
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Aggiornamento Emeroteca

Con vivo piacere vi comunichiamo che abbiamo completato l'inserimento di tutti gli articoli riguardanti il 2023!!

Le categorie dei diversi argomenti le troverete nell'allegato alla presente nota.

Ringraziamo tutti coloro che hanno collaborato per la realizzazione di questo importante obiettivo.

Sperando che la presente comunicazione sia stata gradita, vi auguriamo buona lettura e buona estate.

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Pnrr stato di attuazione

La presente lezione, svolta il 4 Luglio 2024 al Masterparlamenti dell’Università La Sapienza di Roma, ha inteso analizzare i diversi interventi previsti dal Pnrr.
Ci si è soffermati sulle modifiche istituzionali ed economiche predisposte dal Governo Meloni.
Sono state esaminati infine recenti relazioni del Governo,  interventi della Corte dei Conti e del Servizio studi della Camera dei deputati soprattutto per quanto riguarda l’attuazione del Pnrr.  
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Autonomia differenziata legge Calderoli

Con questa lezione, svolta presso il Masterparlamenti Mario Galizia dell’Università la Sapienza di Roma il 3 Luglio 2024, si è voluta analizzare dettagliatamente la nuova normativa sull’ Autonomia differenziata, riportando anche la sintesi delle osservazioni dell’Ufficio di bilancio del Senato.
Si sono esaminate le motivazioni economiche, storiche e politiche che hanno portato alla presentazione ed all’esame del disegno di legge Calderoli diventato successivamente legge sull’Autonomia differenziata.
Infine sono state avanzate diverse osservazioni al testo approvato per le possibili conseguenze istituzionali ed economiche. 
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Elezione diretta del Presidente della Regione ed elezione diretta del Presidente del Consiglio

Nell’ambito di queste due lezioni ,svolte presso il Master Mario Galizia per consulenti d’Assemblea dell’Università la Sapienza di Roma il 26 e 27 Giugno 2024 e  presso il Master Parlamento e Politiche pubbliche Mapp della Luiss di Roma il 5 Luglio 2024, si è voluta avviare una riflessione sull’ elezione diretta dei Governatori delle Regioni a 25 anni dall’istituzione di questa modalità di elezione.
Si è cercato di analizzare dettagliatamente la forma di governo regionale dall’istituzione delle Regioni ai nostri giorni. E’ seguito conseguenzialmente un esame approfondito della legislazione elettorale regionale e degli sviluppi dei partiti a livello nazionale e regionale.
Infine si è proceduto ad una confronto  fra le esperienze dell’elezione diretta dei Presidenti delle Regioni ed il disegno costituzionale sull’elezione diretta del Presidente del Consiglio, mostrandone affinità e diversità possibili.
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Autonomia differenziata

Autonomia differenziata

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Appunti brevi su Premierato  Termini Imerese 19 Aprile 2024

Appunti brevi su Premierato Termini Imerese 19 Aprile 2024

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Elezione diretta del Premier : che significa?

Elezione diretta del Premier: che significa?

Con vivo piacere è inserito l’intervento di Gianliborio Mazzola svolto al Convegno “ Che Italia hanno in testa? “ organizzato dall’Auser a Termini Imerese il 19 Aprile 2024 sul Tema “ Elezione diretta del Premier e cambiamento della forma di Governo? ”

Speriamo che i nostri lettori trovino interessante e stimolante, come i numerosi presenti al Convegno, il contenuto della relazione presentata.

Si coglie l’occasione per informare i lettori che l’emeroteca è stata aggiornata fino a Settembre 2023 con le categorie in allegato.

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Aggiornamento emeroteca

Con vivo piacere comunichiamo ai nostri lettori che stiamo procedendo speditamente all’aggiornamento dell’emeroteca.

Oltre ad avere recuperato gran parte dell’arretrato a partire dal 2022, sono stati inseriti tutti gli articoli selezionati concernenti i mesi di Maggio e Giugno 2023.

Le categorie dei diversi argomenti trattati in quest’ultimi due mesi le troverete nell’allegato alla  presente  nota.

Quanto prima saranno immessi nell’emeroteca i testi selezionati riguardanti il mese di Luglio ed a seguire quelli dei successivi mesi del 2023.

 Sperando che questa comunicazione sia stata gradita, vi auguriamo una buona lettura.

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Pubblicazione tesi del dottore Piero Piffer

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Pubblicazione tesi della Dott.ssa Caterina Piras

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Informazione per i lettori

Come i lettori avranno potuto notare dagli ultimi inserimenti di articoli ed interventi di Gianliborio Mazzola , il sito ha cambiato impostazione per problemi tecnici.

Con vivo piacere abbiamo ricominciato a pubblicare anche articoli di stampa arretrati da inserire nell’emeroteca. Ci scusiamo per il ritardo fondamentalmente attribuibile alla riorganizzazione del sito.

Gli articoli selezionati saranno in numero ridotto rispetto al passato per permettere un più rapido caricamento. I testi riguarderanno comunque i maggiori avvenimenti della politica italiana ed  internazionale, oltre alle principali scelte di politica economica; si cercherà di non trascurare il riferimento anche a particolari vicende di cronaca.

Cogliamo l’occasione per augurare ai nostri affezionati lettori una consultazione soddisfacente.  

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PUBBLICAZIONE DELLE LEZIONI TENUTE NEL CORSO DEL 2023.

PUBBLICAZIONE DELLE LEZIONI TENUTE NEL CORSO DEL 2023.

Sono state inserite le lezioni tenute nel corso del 2023 nella sezione Lezioni del sito.

1) Le Regioni tra Costituzione, richieste di autonomia e sviluppo dei processi: Università degli Studi di Roma "La Sapienza" nell'ambito del Master in istituzioni parlamentari "Mario Galizia" - 24 Maggio 2023;

2) Regioni ed Autonomia Differenziata: le nuove proposte. I contenuti della lezione sono stati sviluppati:

  1. nell’ambito del Seminario di studi e ricerche parlamentari “ S.Tosi” 2023 dell’Università degli Studi di Firenze il 28 Febbraio 2023;
  2. nell’ambito del Master in istituzioni parlamentari “ Mario Galizia” all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" il 25 Maggio 2023;
  3. nell’ambito del MAPP dell’ Università Luiss di Roma il 01 Luglio 2023;

3) Ruolo delle Regioni durante l’emergenza della pandemia: rapporti con lo StatoUniversità degli Studi di Roma "La Sapienza" nell'ambito del Master in istituzioni parlamentari "Mario Galizia" - 07 Giugno 2023;

4) Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ( PNRR): sviluppo nell’ attuazione e ruolo delle Regioni: Università degli Studi di Roma "La Sapienza" nell'ambito del Master in istituzioni parlamentari "Mario Galizia" - 08 Giugno 2023.

Ci si augura un'attenta ed interessata lettura.

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Regioni e Autonomia differenziata: le nuove proposte

Regioni e Autonomia differenziata: le nuove proposte

Abbiamo il piacere di presentarvi l'ultimo lavoro pubblicato nella rivista Amministrazione in Cammino il 9 Luglio 2023 con un notevole rilievo nazionale anche per la prestigiosità della rivista.

Il testo si intitola: Le Regioni e le nuove proposte. Si intendono esaminare i più recenti testi legislativi in tema di Autonomia Differenziata: in particolare i disegni di legge Boccia, Gelmini e Calderoli. 

Ci si augura un'attenta ed interessata lettura.

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Comunicazione ai lettori

Comunicazione ai lettori

Ci fa piacere comunicarvi che il sito riprenda la sua attività dopo mesi di interruzione nell’inserimento di nuovi contenuti. E’ stato necessario essendosi proceduto ad una profonda ristrutturazione del sito medesimo sia in termini tecnici che contenutistici.

Speriamo ancora di ricevere il vostro gradimento come avveniva in precedenza con un elevato numero di consultazioni.

Buona lettura

A presto

Gianliborio Mazzola

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Intervento Convegno Auser Cgil Selinunte

Intervento Convegno Auser Cgil Selinunte

Nel corso di questo lungo periodo di rinnovo del sito, Gianliborio Mazzola ha partecipato a diversi dibattiti pubblici in tema di Autonomia differenziata.

Tali interventi, inseriti nella rubrica Contributi, tentano, fra l'altro, di illustrare il progetto Calderoli in tema di Autonomia differenziata.

Gli incontri sono stati i seguenti:

- Cefalù Auser territoriale 21 Aprile 2023;

- Termini Imerese Sezione Pd 12 Maggio 2023;

- Selinunte Convegno Auser Regionale 17 Maggio 2023.

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Intervento tecnico politico per illustrare Autonomia differenziata Termini Imerese

Intervento tecnico politico per illustrare Autonomia differenziata Termini Imerese

Nel corso di questo lungo periodo di rinnovo del sito, Gianliborio Mazzola ha partecipato a diversi dibattiti pubblici in tema di Autonomia differenziata.

Tali interventi, inseriti nella rubrica Contributi, tentano, fra l'altro, di illustrare il progetto Calderoli in tema di Autonomia differenziata.

Gli incontri sono stati i seguenti:

- Cefalù Auser territoriale 21 Aprile 2023;

- Termini Imerese Sezione Pd 12 Maggio 2023;

- Selinunte Convegno Auser Regionale 17 Maggio 2023.

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Intervento su Autonomia differenziata Auser territoriale Cefalù

Intervento su Autonomia differenziata Auser territoriale Cefalù

Nel corso di questo lungo periodo di rinnovo del sito, Gianliborio Mazzola ha partecipato a diversi dibattiti pubblici in tema di Autonomia differenziata.

Tali interventi, inseriti nella rubrica Contributi, tentano, fra l'altro, di illustrare il progetto Calderoli in tema di Autonomia differenziata.

Gli incontri sono stati i seguenti:

- Cefalù Auser territoriale 21 Aprile 2023;

- Termini Imerese Sezione Pd 12 Maggio 2023;

- Selinunte Convegno Auser Regionale 17 Maggio 2023.

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Conversazione con i giornalisti parlamentari sui rapporti fra Assemblea Regionale Siciliana ed altri organi dello Stato - Ars 28 Ottobre 2022

Conversazione con i giornalisti parlamentari sui rapporti fra Assemblea Regionale Siciliana ed altri organi dello Stato - Ars 28 Ottobre 2022

Per completezza di informazione inseriamo nel sito la traccia della conversazione con i giornalisti parlamentari svoltasi a Palermo presso l'Assemblea Regionale Siciliana il 28 Ottobre 2022.

L'incontro è avvenuto su invito del Presidente regionale della stampa parlamentare, Alfredo Pecoraro. ...leggi tutto l'articolo »

Aggiornamento sezione Emeroteca

Aggiornamento sezione Emeroteca

Nonostante l'inserimento di altri contributi, proseguiamo, con l'attiva collaborazione di Rosa Maria Gembillo e di Giada Pirrotta, l'aggiornamento dell'emeroteca.

La pubblicazione degli articoli comprende i giornali selezionati fino al 15 Giugno 2022.

In particolare l'integrazione dell'emeroteca concerne i seguenti argomenti:
- Situazione politica italiana e del Governo Draghi: salario minimo, riforma della concorrenza, riforma del fisco
- Elezioni Amministrative
- Referendum sulla Giustizia: prospettive e dibattito
- Economia: situazione economica italiana, effetti delle scelte della BCE
- Energia: situazione mondiale e conseguenze in Italia

Politica estera:
- Ucraina: sviluppi invasione, situazione dei prodotti agricoli e guerra del grano, situazione nei principali centri di attacco
- Stati uniti: terrorismo in Texas, primarie repubblicane
- Francia: elezioni legislative
- Inghilterra: giubileo della Regina Elisabetta
- Situazione in Nigeria.

Accedi alla sezione Emeroteca del sito » ...leggi tutto l'articolo »

Pubblicazione delle lezioni tenute nel corso del 2022.

Pubblicazione delle lezioni tenute nel corso del 2022.

Sono state inserite altre lezioni tenute nel corso del 2022 nella sezione Lezioni del sito:

- "Piano nazionale di ripresa e resilienza ed i rapporti con le Regioni":
Lezione tenuta l'8 Giugno 2022 presso l'Università degli studi La Sapienza di Roma nell'ambito del Master di 2° livello in Istituzioni parlamentari " Mario Galizia" per consulenti d'Assemblea;

- "Autonomia differenziata: storia e nuove proposte":
Lezione tenuta il 9 Giugno 2022 presso l'Università degli studi La Sapienza di Roma nell'ambito del Master di 2° livello in Istituzioni parlamentari "Mario Galizia" per consulenti d'Assemblea". ...leggi tutto l'articolo »

Pubblicazione delle lezioni tenute nel corso del 2022.

Pubblicazione delle lezioni tenute nel corso del 2022.

Sono state inserite alcune lezioni tenute nel corso del 2022 nella sezione Lezioni del sito.

- I rapporti Stato-Regioni durante l'emergenza per la pandemia:
Lezione tenuta il 4 Maggio 2022 presso l'Università degli studi di Firenze nell'ambito del Master organizzato dall'Istituto di studi e ricerche parlamentari Silvano Tosi;
Lezione tenuta il 12 Maggio 2022 presso l'Università degli studi La Sapienza di Roma nell'ambito del Master di 2° livello in Istituzioni parlamentari "Mario Galizia" per consulenti d'Assemblea;
Lezione tenuta il 13 Maggio 2022 presso l'Università Luiss nell'ambito del Master di 2° livello in Parlamento e politiche pubbliche (MAPP)

- La Costituzione, le Regioni e gli sviluppi dell'Unione Europea:
Lezione tenuta l'11 Maggio 2022 presso l' Università degli studi La Sapienza di Roma nell'ambito del Master di 2° livello in Istituzioni Parlamentari "Mario Galizia" per consulenti d'Assemblea. ...leggi tutto l'articolo »

Aggiornamento sezione Emeroteca

Aggiornamento sezione Emeroteca

Anche questo mese si è proceduto all'aggiornamento dell'emeroteca. Gli articoli inseriti permettono di seguire gli aggiornamenti internazionali e nazionali fino alla metà del mese di Maggio 2022. I testi, seppure riguardino prevalentemente gli sviluppi dell'invasione in Ucraina, si occupano anche di altri argomenti. In particolare:
- Situazione sul campo, a Kiev, a Kharkiv, a Kherson, Odessa, Mariupol e nei principali centri di attacco
- Strage di Bucha
- Attacco a navi russe
- Sviluppi, attività diplomatica, trattative
- Situazione dei prodotti agricoli
- Situazione dell'energia e richiesta di pagamento gas in rubli
- Conseguenze sulla Moldavia
- Conseguenze in Russia: accuse a Putin, sanzioni economiche, prospettive, campagna di propaganda
- Ruolo dell'Italia, del Governo Draghi e dibattito politico, degli USA, dell'Europa, della Santa Sede;
ma concernono anche altri argomenti espressamente indicati:
- Coronavirus: prosecuzione campagna di vaccinazione, possibile abolimento delle mascherine
- Situazione politica italiana e del Governo Draghi: Documento di Programmazione Economica (Def), Delega Fiscale, Attività, viaggio in Usa del Presidente Draghi, Piano per il Sud
- Giustizia: Riforma Consiglio Superiore della Magistratura
- Francia: secondo turno Elezioni presidenziali.

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Aggiornamento sezione Emeroteca

Aggiornamento sezione Emeroteca

Il nostro sito, nonostante il mese di Agosto, continua ad aggiornare l'emeroteca! Con la presente integrazione gli articoli inseriti "coprono" fino alla prima parte del mese di Aprile 2022.

Purtroppo i testi riguardano prevalentemente gli sviluppi dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia:
- Situazione sul campo, a Kiev, Odessa, Leopoli, Mariupol, Irpin e nei principali centri di attacco
- Strategie militari, richiesta da parte dell'Ucraina per la concessione di aiuti militari
- Situazione dei profughi, corridoi umanitari
- Situazione dei prodotti agricoli
- Situazione dell'energia e richiesta di pagamento gas in rubli
- Conseguenze in Italia: ruolo del Governo Draghi, dibattito
- Conseguenze in Russia: sanzioni economiche e situazione degli oligarchi, prospettive e proteste
- Ruolo degli USA, dell'Europa, della Santa Sede e tentativi di mediazione;
ma concernono anche altri argomenti espressamente indicati:
-Coronavirus: prosecuzione campagna di vaccinazione, fine dei divieti
- Situazione politica italiana e del Governo Draghi: interventi per l'energia, decreto Ucraina
- Francia: Elezioni presidenziali.

Si ringraziano sentitamente Rosa Maria Gembillo e Giada Pirrotta per la collaborazione prestata anche in questo periodo.

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Aggiornamento sezione Emeroteca

Aggiornamento sezione Emeroteca

Prosegue l'aggiornamento dell'emeroteca con l'inserimento degli articoli fino all'11 Marzo 2022.

Purtroppo il periodo considerato riguarda testi concernenti soprattutto l'inizio dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia e la conseguente guerra che è ancora in corso.

In particolare si trattano:
- Situazione sul campo, strategie militari ed appelli da parte dell'Ucraina per la concessione di aiuti militari
- Conseguenze a livello mondiale e per il popolo ucraino
- Situazione a Kiev, Odessa, Leopoli, Mariupol e nei principali centri di attacco
- Situazione dei profughi, corridoi umanitari
- Conseguenze in Italia: ruolo del Governo Draghi, reazioni dei partiti italiani
- Conseguenze in Russia: sanzioni economiche e situazione degli oligarchi, prospettive e proteste
- Ruolo degli USA, dell'Europa, della Santa Sede e tentativi di mediazione.

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Rapporti Stato-Regioni durante l'emergenza per la pandemia

Rapporti Stato-Regioni durante l'emergenza per la pandemia

Lo Stato d'emergenza in conseguenza del Covid è durato 790 giorni, circa 26 mesi. Fu introdotto dal Governo Conte 2 con una delibera del Consiglio dei Ministri il 31 Gennaio 2020 ed è stato prorogato dal Governo Draghi fino al 31 Marzo 2022.

L'emergenza sanitaria, economica e sociale ha provocato un notevole accentramento dei poteri in favore del Governo nazionale ( fenomeno che si è realizzato in quasi tutti gli Stati del mondo colpiti dal Covid).

In Italia tutto ciò ha comportato il ridimensionamento del ruolo del Parlamento e degli organismi territoriali.

La Costituzione italiana non prevede norme sull'emergenza né esiste una disposizione costituzionale per regolare un eventuale stato d'emergenza. Pertanto nel tempo sono state adottate disposizioni emergenziali di diversa natura.

Il presente contributo intende in particolare esaminare i rapporti fra Stato e Regioni durante l'intero periodo dello stato di emergenza.

In un primo momento i rapporti fra il Governo nazionale e le Regioni furono piuttosto conflittuali ma successivamente si realizzò un certo equilibrio con soddisfazione di entrambe le parti.

Si presta particolare attenzione anche ad alcune decisioni della Corte Costituzionale che hanno chiarito e delimitato competenze statali e regionali.

Ci si sofferma infine sulle principali decisioni amministrative adottate dai Governi nazionali nel corso dello stato di emergenza e sul nuovo ruolo assunto dai Governatori regionali durante la pandemia.

Il contributo pubblicato fa riferimento alle lezioni tenute dal Professore Gianliborio Mazzola nei seguenti giorni:
- Istituto Tosi Firenze: 4 Maggio 2022;
- Master Mario Galizia per consulenti d'Assemblea – Università Sapienza Roma: 12 Maggio 2022;
- Luiss Master Mapp: 13 Maggio 2022. ...leggi tutto l'articolo »