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Ritardo senza precedenti e spese di matrice elettorale con questo bilancio la Regione rischia la deriva.

Ritardo senza precedenti e spese di matrice elettorale con questo bilancio la Regione rischia la deriva.


Il Governo Musumeci e l'Assessore per il bilancio e le Finanze Armao avevano presentato ad inizio 2022 l'esercizio provvisorio per quattro mesi (periodo massimo consentito dalla Costituzione), sostenendo che non potevano "chiudere" il bilancio in corso, mancando circa 780 milioni di Euro che lo Stato avrebbe dovuto erogare alla Sicilia come minori entrate derivanti dallo sviluppo del Covid. Per ottenere queste somme sarebbe stata necessaria un'intesa preventiva con l'amministrazione statale. Per ammissione dello stesso Assessore Armao nel bilancio regionale non erano stati individuati altri 215 milioni per completare gli stanziamenti annuali.
L'Assemblea regionale approvò a metà Gennaio l'esercizio provvisorio per quattro mesi con l'impegno del Governo regionale di far pervenire alle casse regionali entro il 30 Aprile questi 1000 milioni circa mancanti.
In questi giorni il Governo Musumeci ha presentato il bilancio regionale per il 2022 "congelando" spese per circa 1000 miliardi, sostenendo che ancora lo Stato non ha trasferito questi fondi per mancanza di un'intesa fra Stato e Regione.
La situazione è sostanzialmente quella del Gennaio 2022 ma il Governo regionale assicura che lo Stato erogherà parte di questi fondi ( circa 780 milioni) dopo un accordo con la Regione. Non è chiaro perché questi quattro mesi siano trascorsi "inutilmente" e soprattutto come mai a livello regionale si sia così sicuri della conclusione positiva dell'intera vicenda.
E' opportuno ricordare che i fondi dello Stato per le minori entrate derivanti dal Covid sono stati stanziati a livello nazionale dai primi mesi del 2021 ed ancora non sono stati erogati, forse anche a causa di un accordo "capestro" per la Regione ( in cui si prevede, fra l'altro, l'impossibilità del turn-over per i dipendenti andati in pensione) firmato fra il Governo nazionale del tempo ed il Governo Musumeci.
La situazione odierna è ancora più complicata perché nel frattempo è scoppiata la guerra in Ucraina e l'inflazione è aumentata anche per l'esplosione del caro bollette con conseguenti maggiori spese per lo Stato.
Pertanto c'è il serio rischio che questi fondi statali difficilmente arriveranno e comunque se saranno trasferiti perverranno con notevole ritardo. Gli stanziamenti del Bilancio regionale 2022 "congelati" (che riguardano numerosi settori) è possibile che rimangano tali per lungo tempo.
Nel frattempo il bilancio regionale e la relativa finanziaria per il 2022 sono stati presentati all’Assemblea regionale qualche giorno fa. Ciò sta impedendo al Parlamento siciliano di esaminare i documenti finanziari con i tempi adeguati. E' opportuno ricordare che il bilancio e la finanziaria, come termine costituzionalmente ultimo, dovrebbero essere approvati entro il 30 Aprile alla scadenza dei quattro mesi dell’esercizio provvisorio.
Non si ricorda nella lunga e travagliata storia dell'Assemblea regionale siciliana che il bilancio e la finanziaria non siano stati esaminati da parte dell’Aula prima del 30 Aprile. Se tutto ciò non bastasse, oltre la mancanza del parere dei revisori di conti, il Governo regionale ha predisposto una finanziaria che contiene numerose norme con notevoli spese per le casse regionali di chiara matrice elettorale ( esempio assunzioni dirette delle aziende partecipate regionali e sistemazione del personale Ipab incompatibili peraltro con il blocco del turn-over). Tutto ciò ha costretto la Presidenza dell’Assemblea regionale siciliana a stralciare dalla finanziaria tutte le norme non strettamente finanziarie e quindi non necessarie. La concomitanza con le vicende elettorali comunali e regionali si spera che non "distragga" da un attento e puntuale esame del bilancio e della finanziaria regionale perché le conseguenze negative si estenderebbero agli anni successivi.
Infine è opportuno ricordare che la "mancata" approvazione del bilancio nei tempi costituzionalmente previsti è una delle poche ipotesi dello Statuto Siciliano indicate per lo scioglimento dell'Assemblea Regionale Siciliana.