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Le autonomie territoriali di fronte al processo di integrazione europea e alla riforma costituzionale

Le autonomie territoriali di fronte al processo di integrazione europea e alla riforma costituzionale


PROGRAMMA:

Saluti
Giuseppe Lupo, Vicepresidente dell'Assemblea regionale siciliana

Introduce
Fabrizio Scimè, Segretario generale dell'Assemblea regionale siciliana

I Sessione: Storia, autonomie territoriali e integrazione europea
Coordinatore: Giuseppe Lupo, Vicepresidente dell'Assemblea regionale siciliana
Fulco Lanchester, Professore ordinario di diritto costituzionale italiano e comparato – Università La Sapienza di Roma
"Autonomia e differenziazione nella storia del regionalismo europeo"
Francisco Balaguer, Docente di diritto costituzionale - Università di Granada, Spagna
"Autonomie territoriali e integrazione europea"

II Sessione: Le Regioni di fronte alla riforma costituzionale
Coordinatore: Gianliborio Mazzola, Docente di Diritto parlamentare regionale - Università La Sapienza di Roma

È con grande piacere che coordino questa tavola rotonda sul tema delle "Regioni di fronte alla riforma costituzionale".
Ringrazio l'Assemblea per l'ospitalità concessaci e tutti i dipendenti che hanno collaborato all'organizzazione tramite il Segretario Generale Fabrizio Scimè che ha promosso quest'interessante convegno in una cornice istituzionale unica per storia e per tradizioni architettoniche e politiche. Ringraziamo soprattutto il Presidente, onorevole Giovanni Ardizzone ( purtroppo assente per motivi connessi al suo ufficio) ed i due Vice-Presidenti, onorevoli Giuseppe Lupo ed Antonino Venturino, che hanno reso possibile quest'iniziativa all'interno del programma per il 70° della prima seduta dell'Assemblea Regionale.
Mi riempie di emozione ma anche di grande soddisfazione poter favorire il confronto fra specialisti così illustri fra i protagonisti del dibattito nazionale in materia costituzionale anche in tema di rapporto fra Costituzione e Regioni.
In particolare i relatori cercheranno di illustrare per grandi linee la riforma costituzionale che prossimamente sarà sottoposta a referendum con particolare riferimento alle relazioni fra lo Stato e le Regioni.
È bene ricordare che la riforma costituzionale approvata dal Parlamento e che sarà sottoposta al giudizio degli elettori con il referendum incide direttamente su 47 degli attuali 134 articoli della Costituzione Italiana; in particolare su 46 degli 80 articoli che attualmente costituiscono la Parte II della Costituzione sull'Ordinamento della Repubblica. Sono oggetto di revisione il 35% degli articoli della Costituzione ed in particolare il 57% circa degli articoli della Seconda parte della Costituzione.
Il disegno di legge costituzionale Renzi – Boschi è stato presentato l'8 Aprile 2014. L'iter è stato avviato al Senato nell'Aprile 2014 e si è concluso alla Camera il 12 Aprile 2016. Per l'approvazione del testo costituzionale, ai sensi dell'articolo 138 della Costituzione, sono state necessarie sei letture.
Il progetto iniziale del Governo è stato modificato soprattutto al Senato dove sono stati emendati 27 articoli sui 43 oggetto di intervento del legislatore costituzionale con l'approvazione di circa 60 emendamenti; la Camera, a sua volta, ha modificato altri 18 articoli, approvando circa trenta emendamenti. Infine il Senato, nell'ultima lettura, ha approvato altri sette emendamenti, modificando quattro articoli del testo precedentemente esitato dalla Camera.
D'opo queste sintetiche notizie tecniche, si inizia con le relazioni previste in questa seconda sessione.
Ricordo ai relatori che ciascuno di essi ha a disposizione 20 minuti per svolgere l'intervento.
Purtroppo avrò il compito ingrato di cercare di far rispettare i tempi previsti perchè intendiamo chiudere con tutte le relazioni della seconda sessione prima della pausa pranzo.


Stelio Mangiameli, Professore ordinario di diritto costituzionale – Università di Teramo e Direttore ISSiRFA CNR
"Il riparto di competenze legislative nel nuovo assetto dei rapporti tra Stato e regioni"

Domande poste dal coordinatore Gianliborio Mazzola:
•  La riforma costituzionale proposta può risolvere le questioni emerse con il Titolo V del 2001 nei rapporti fra Stato e Regioni spesso finiti davanti alla Corte Costituzionale?
•  La riforma costituzionale sembra prevedere una nuova centralizzazione delle competenze in favore dello Stato. Quali possono essere le ragioni di una svolta "così radicale" rispetto alla riforma del 2001 che invece aveva puntato ad uno stato federale con notevoli competenze per le Regioni?
•  Il riparto di competenze fra Stato e Regione che risulta dalla riforma costituzionale è chiaro? Basterà una semplice elencazione di materie per realizzare rapporti "lineari e non conflittuali" fra le diverse articolazioni dello Stato?
•  È conforme allo spirito del Costituente l'ipotesi che si intravede fra le norme della riforma Renzi – Boschi ( peraltro sostenuta anche da qualche costituzionalista) di trasformare le Regioni in un grande ente di amministrazione, riducendo fortemente la loro potestà legislativa?


Nicola Lupo, Professore ordinario di Diritto delle Assemblee elettive – Università LUISS Guido Carli - Roma
"La riforma del bicameralismo "

Domande poste dal coordinatore Gianliborio Mazzola:
•  Alcuni costituzionalisti sostengono che l'attuale Bicameralismo paritario ( peraltro con queste modalità esistente solo in Italia) ritardi il processo legislativo, non favorisca tempi certi per l'approvazione dei testi legislativi né tantomeno la qualità delle leggi.
È vero tutto ciò e soprattutto il testo costituzionale di riforma risolve le questioni sollevate?
•  Secondo la riforma costituzionale la Camera dei Deputati sarà l'unica Assemblea legislativa politica perché l'unica eletta dal popolo e pertanto in essa il Governo dovrà ottenere la fiducia.
Unitamente ai meccanismi elettorali recentemente approvati ( Italicum), non c'è il rischio che si rafforzi eccessivamente il Governo, riducendo l'importanza e le funzioni del Parlamento?
•  Le modalità per l'elezione del nuovo Senato ancora da definire con una legge ordinaria, la formulazione costituzionale non particolarmente chiara sull'elezione dei Senatori, le incertezze sulle competenze del nuovo Senato anche in materia di rapporti Stato-Autonomie non corrono il rischio di vanificare il tentativo di istituire un Senato rappresentativo delle Autonomie territoriali?


Valerio Di Porto, Capo Servizio Ufficio Studi della Camera dei Deputati
"I procedimenti legislativi"

Domande poste dal coordinatore Gianliborio Mazzola:
•  Nonostante la formulazione del testo costituzionale, anche a molti degli studiosi non è chiaro quanti tipi di procedimenti legislativi potranno discendere dalla riforma costituzionale. Si riesce ad avere chiarezza su questo elemento fondamentale e soprattutto il procedimento legislativo sarà più semplice dell'attuale?
•  Il testo costituzionale prevede tempi più celeri per l'approvazione dei testi legislativi con il procedimento monocamerale e soprattutto con la possibilità per il Governo di richiedere una data precisa per completare l'esame dei disegni di legge. La Camera ritiene che vi saranno tempi adeguati per l'approfondimento delle norme in discussione anche perché non è prevista più l'attuale seconda lettura da parte del Senato?
•  In caso di contrasti fra Camera e Senato delle Autonomie basterà la mediazione dei Presidenti delle Camere o c'é la possibilità di un possibile frequente ricorso alla Corte Costituzionale per risolvere questo tipo di contrasti?


Luigi Gianniti, Direttore del Servizio Studi del Senato, Compito particolare rapporti con le Istituzioni dell'Unione Europea – Senato della Repubblica
"Le "nuove" funzioni del Senato e i raccordi tra enti territoriali"

Domande poste dal coordinatore Gianliborio Mazzola:
•  Il nuovo Senato appare ancora indefinito per quanto concerne modalità di elezione e compiti. Ritiene che sarà sufficiente la legge ordinaria per determinare, ad esempio, se i neo-Senatori saranno eletti dai Consigli regionali privilegiando criteri di appartenenza territoriale o partitica?
•  Quali saranno i rapporti fra il nuovo Senato che dovrà svolgere i raccordi con le istituzioni territoriali ed il sistema delle Conferenze?
•  In che modo lei ritiene che il nuovo Senato possa svolgere le funzioni non legislative attribuitegli dalla riforma costituzionale, in particolare in materia di controlli?
•  Come svolgerà il nuovo Senato i raccordi con le Istituzioni europee?


Guido Rivosecchi, Professore ordinario di diritto costituzionale - Università LUMSA di Palermo
"L'allocazione delle funzioni amministrative e la finanza territoriale"

Domande poste dal coordinatore Gianliborio Mazzola:
•  Alcuni costituzionalisti ritengono che uno dei motivi della mancata attuazione del Titolo V del 2001 sia derivante dalla scarsa applicazione dell'articolo 118. Lei ritiene che con la riforma costituzionale sia più probabile un trasferimento delle funzioni amministrative dallo Stato agli enti territoriali?
•  L'articolo 119 della Riforma del Titolo V del 2001 doveva rappresentare la svolta in tema di finanza pubblica. Nonostante la legge 42/2009 ed i relativi Decreti attuativi il federalismo fiscale non è decollato. Quali sono stati, a suo giudizio, i reali motivi della mancata attuazione della normativa in tema di federalismo fiscale?
•  La riforma costituzionale in esame quali novità presenta rispetto alle previsioni dell'attuale articolo 119? In tema di finanza locale si continuerà a privilegiare l'autonomia e la responsabilità degli enti territoriali o si ritornerà ad un nuovo centralismo, sempre che sia stato mai abbandonato?


Ore 15,00
III Sessione: Quale futuro per le Regioni Speciali
Coordinatore: Antonino Venturino, Vicepresidente vicario dell'Assemblea regionale siciliana
Giuseppe Verde, Professore ordinario di diritto costituzionale presso l'Università di Palermo, componente della Commissione paritetica per l'attuazione dello Statuto speciale della Regione siciliana
"I rapporti tra Stato e autonomie speciali"
Giacomo D'Amico, Professore associato di diritto costituzionale - Università di Messina
"Le autonomie speciali di fronte alla riforma della Costituzione"

Conclude
Gaetano Silvestri, Presidente Emerito della Corte Costituzionale