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Rapporti Stato-Regioni durante l'emergenza per la pandemia

Rapporti Stato-Regioni durante l'emergenza per la pandemia


Lo Stato d'emergenza in conseguenza del Covid è durato 790 giorni, circa 26 mesi. Fu introdotto dal Governo Conte 2 con una delibera del Consiglio dei Ministri il 31 Gennaio 2020 ed è stato prorogato dal Governo Draghi fino al 31 Marzo 2022.

L'emergenza sanitaria, economica e sociale ha provocato un notevole accentramento dei poteri in favore del Governo nazionale ( fenomeno che si è realizzato in quasi tutti gli Stati del mondo colpiti dal Covid).

In Italia tutto ciò ha comportato il ridimensionamento del ruolo del Parlamento e degli organismi territoriali.

La Costituzione italiana non prevede norme sull'emergenza né esiste una disposizione costituzionale per regolare un eventuale stato d'emergenza. Pertanto nel tempo sono state adottate disposizioni emergenziali di diversa natura.

Il presente contributo intende in particolare esaminare i rapporti fra Stato e Regioni durante l'intero periodo dello stato di emergenza.

In un primo momento i rapporti fra il Governo nazionale e le Regioni furono piuttosto conflittuali ma successivamente si realizzò un certo equilibrio con soddisfazione di entrambe le parti.

Si presta particolare attenzione anche ad alcune decisioni della Corte Costituzionale che hanno chiarito e delimitato competenze statali e regionali.

Ci si sofferma infine sulle principali decisioni amministrative adottate dai Governi nazionali nel corso dello stato di emergenza e sul nuovo ruolo assunto dai Governatori regionali durante la pandemia.

Il contributo pubblicato fa riferimento alle lezioni tenute dal Professore Gianliborio Mazzola nei seguenti giorni:
- Istituto Tosi Firenze: 4 Maggio 2022;
- Master Mario Galizia per consulenti d'Assemblea – Università Sapienza Roma: 12 Maggio 2022;
- Luiss Master Mapp: 13 Maggio 2022.